Davanti alla struttura di Universo Salute presidio dei lavoratori per riportare al centro dell’attenzione le difficoltà vissute dal personale del presidio sanitario.
L’incontro ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei sindacati e di alcuni lavoratori, che hanno descritto una situazione ormai considerata insostenibile, sia sotto il profilo contrattuale che nell’organizzazione quotidiana del lavoro.
Sandra Guglielmi, segretaria FP CGIL Potenza, ha ricordato come lo stato di agitazione fosse stato proclamato già il mese precedente a causa di numerose inadempienze riscontrate all’interno dell’azienda. Ha spiegato che parte dei lavoratori risulta inquadrata con un contratto considerato non corretto e che persistono differenze orarie significative, con personale impiegato a 36 ore e altri a 38. Secondo Guglielmi, l’obiettivo è garantire un allineamento, portando tutti a 36 ore settimanali, oltre a rivedere un’organizzazione del lavoro che, così com’è, penalizzerebbe sia la qualità dell’assistenza sia la vita privata degli operatori.
Dopo l’incontro tenutosi in Prefettura il mese precedente, lo stato di agitazione era stato momentaneamente sospeso, ma i sindacati ritengono che la riapertura del confronto sia stata solo apparente. Per questo motivo la mobilitazione è stata riattivata, con la richiesta di un dialogo concreto per affrontare e risolvere le criticità denunciate.
A intervenire è stato anche Mario Sarli, segretario territoriale UIL FPL Sanità Privata, che ha ricordato come il tavolo prefettizio avesse lasciato intravedere una possibile apertura da parte dell’azienda. Una disponibilità, però, che secondo il sindacato si sarebbe concretizzata solo in parte, riguardando principalmente il personale assistenziale.
Per altre figure professionali, come animatori, educatori, maestri d’arte, addetti alla portineria e fisioterapisti, sarebbero invece state prese decisioni unilaterali sull’applicazione dei contratti e sull’organizzazione dei turni. Sarli ha sottolineato come i sindacati avessero proposto soluzioni equilibrate, capaci di conciliare le esigenze dell’azienda con quelle dei lavoratori, ma ha denunciato che, ancora una volta, le scelte finali sarebbero ricadute esclusivamente sulla direzione, senza tenere adeguatamente conto della tutela degli operatori.
Nel corso dell’incontro è stata raccolta anche la testimonianza di Teresa Gallucci, psicologa del Centro *Universo Salute*, che ha espresso le preoccupazioni del personale interno. Ha spiegato che i lavoratori si stanno trovando ad affrontare cambiamenti improvvisi nell’organizzazione, in particolare riguardo agli orari, aumentati e modificati senza un confronto preventivo. Gallucci ha evidenziato come manchi una comunicazione chiara sulle ragioni di queste decisioni e come il personale si senta escluso da un processo che invece dovrebbe essere condiviso anche a livello sindacale.
La mobilitazione davanti alla struttura ha rappresentato dunque un nuovo tentativo di riportare al centro del dibattito le condizioni dei lavoratori di *Universo Salute*. Sindacati e dipendenti chiedono ora un confronto stabile, trasparente e realmente partecipato, nella speranza di giungere a un accordo che possa ristabilire un equilibrio tra esigenze organizzative, qualità del servizio e diritti di chi ogni giorno opera nella struttura.


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