BASILICATA A RISCHIO ESTINZIONE: L'ALLARME DRAMMATICO DELLA CGIL

Il Segretario Generale Fernando Mega non usa mezzi termini: lo sciopero di Melfi, che si terrà il 12 dicembre prossimo, è l'emblema di una crisi che sta svuotando la Regione, mentre la politica è "nel fuggi fuggi generale". 

La Basilicata è una "Regione a rischio estinzione". La denuncia arriva con toni durissimi da Fernando Mega, Segretario Generale della CGIL Basilicata, in un'intervista che ha messo a fuoco il dramma sociale ed economico che sta travolgendo il territorio. Per Mega, la vertenza di Melfi, con i suoi 2.800 posti di lavoro già perduti e altrettanti in regime di ammortizzatori sociali, non è un caso isolato, ma "l'emblema della crisi e la punta di crisi più avanzata" del Mezzogiorno.

Melfi, Simbolo del Declino
Il sindacalista ha insistito sulla gravità dei numeri, che rendono la decisione di scioperare non solo legittima, ma necessaria. "A Melfi sono scomparsi 2800 posti di lavoro e altrettante stanno in ammortizzatori sociali," ha sottolineato Mega. "Credo che questi numeri siano sufficienti per dare un significato alla nostra decisione."

Il problema, secondo il Segretario CGIL, va oltre il singolo stabilimento, radicandosi in una crisi sistemica che viene ignorata: "Qui al Sud c'è un problema enorme che va oltre il racconto della politica. I dati certificati dall'Istat, i dati certificati dallo Svimez, i dati di Banca d'Italia [lo acclarano]."

La Politica Sotto Accusa: "Fuggi Fuggi Generale"
Uno dei passaggi più critici è quello rivolto alla classe dirigente locale e nazionale. Mega accusa apertamente la politica lucana di aver perso il controllo della situazione: "È un territorio nel quale la politica sta perdendo il bandolo della matassa. Qui c'è un fuggi fuggi generale, c'è un atteggiamento dove ognuno aspetta il prossimo incarico politico."

L'accusa di disinteresse è trasversale. La CGIL, ha specificato Mega, non sta conducendo una "campagna di denigrazione" ma una "campagna di informazione" per svegliare le coscienze. "La Basilicata sta morendo," ha ribadito, evidenziando che l'emorragia demografica è ormai fuori controllo: "4.000 ragazzi negli ultimi due anni laureati che sono fuggiti via da questa Regione."

Ritorno all'Unità Sindacale e Scontro con il Governo
Di fronte a questo scenario, il sindacato lancia un appello per un cambio di rotta. "Noi auspichiamo anche un ritorno dell'unità sindacale, che in questo momento è molto molto anch'essa molto provata," ha detto, invitando a "fare fronte comune verso una prospettiva di futuro che non c'è."

Il fuoco di fila è arrivato anche sul Governo nazionale: "Il Governo nazionale fa il racconto di un Sud che non esiste." Mega ha sfidato apertamente a un confronto sui dati, respingendo la narrazione ottimistica che non trova riscontro nei numeri ufficiali. "Se sono dati inconfutabili bisogna prendere coscienza non solo conoscenza, ma anche coscienza che la realtà è drammatica," ha concluso.

In sintesi, per Fernando Mega, la Basilicata è in uno stato di emergenza assoluta, definita chiaramente come "una regione senza futuro" e che, senza un intervento radicale e immediato, rischia l'estinzione.


 


 

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