PRESENTATO IL RAPPORTO CARITAS: BASILICATA TERRA DI POVERTÀ CRONICA

Presentato nella sede della Caritas Diocesana di Potenza, a Bucaletto il rapporto "Spes contra Spem". Calo demografico, età media in aumento, emigrazione giovanile, sono le tante ombre che delineano la situazione nella nostra regione. 

Marina Buoncristiano, direttore della Caritas diocesana di Potenza: "Penso cha si colga nella quotidianità di ognuno, una condizione di vita non felice. Basta pensare ai servizi che mancano, al reddito pro capite che è un redito basso, ai giovani che van no via, ai bambini che non nascono". Un trend che nel corso degli anni, è stato evidenziato, ha avuto un peggioramento costante.

"Dall'ultimo rapporto di Caritas Italiana - si legge in Spes contra Spem - il contesto territoriale della Basilicata si distingue per povertà cronica: interi nuclei familiari sono in uno stato di povertà da almeno 4 anni con un a incidenza del rischio povertà che si attesta al 24,5% (dato Istat) confermando una fragilità strutturale ormai divenuta sistemica".

Venendo ai 25 comuni della diocesi di Potenza e Muro Lucano, i centri di ascolto Caritas hanno "incontrato e sostenuto 4442 persone, nell'ultimo triennio si registra un aumento del 19,7%". La povertà si declina al femminile: le donne sono quelle che maggiormente richiedono aiuti; nel 2024 la percentuale è del 56%. Il 36% delle persone incontrate è coniugato e due persone su tre dichiarano di avere figli.

 Cresce anche la percentuale degli anziani in stato di indigenza. Ma, sottolinea Buoncristiano "crescono anche i lavoratori poveri e questo è un dato che ci deve preoccupare".

Il messaggio del vescovo Mons. Davide Carbonaro che ha detto, tra le altre cose: "Occorre pertanto superare le forme assistenzialiste che generano la dipendenza da “pacco alimentare”. Non è dando un pacco in più che risolveremo la povertà, è ascoltando, progettando insieme, rispondendo ai bisogni concreti, educando al dare e al ricevere, che la persona cresce e si rende autonoma nella sua dignità".

In risposta al "grido di chi vede calpestato il diritto del lavoro e non può garantire per sé e per i propri figli una vita dignitosa", mons. Carbonaro ha sottolineato: "La nostra Chiesa è grata per le opere segno che in questi anni sono diventate un punto di riferimento per i disagiati e per le giovani generazione “Casa di Leo”; Il centro di accoglienza giovanile a Baragiano; la moltiplicazione di centri di ascolto diocesano, una rete provvidenziale dentro la nostra configurazione regionale segnata dalle aree interne".

 


 

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