Il Presidente del Consiglio regionale all'evento "Dove la diversità brilla": «Sbagliato rispondere ai bisogni solo con l'ospedalizzazione. Servono risorse copiose per un'assistenza personalizzata».
Non solo una celebrazione artistica, ma un momento di profonda riflessione politica e sociale. L’evento "Dove la diversità brilla", promosso dalla Garante regionale Marika Padula presso l’Auditorium "Cecilia" di Tito, ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, che ha colto l'occasione per tracciare una linea netta sulle priorità del welfare lucano.
L'iniziativa, svoltasi alla vigilia della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, è stata definita da Pittella come un "esperimento virtuoso che dovrebbe diventare regola", lodando il lavoro della Garante per aver saputo connettere il mondo istituzionale con la realtà quotidiana della disabilità.
«Provo a cementare, o meglio ad avvicinare, una forbice che purtroppo nel nostro Paese si è allargata molto: quella della disuguaglianza». Secondo il Presidente, eventi come quello di Tito servono proprio a "riconnettere" mondi che spesso viaggiano su binari paralleli. «La diversità, o la disabilità, a volte diventa bellezza e valore aggiunto», ha riflettuto Pittella, lanciando poi una provocazione culturale: «A volte mi chiedo quale sia la differenza tra le persone "diverse" e noi. Non credo che nelle persone cosiddette "non diverse" ci sia sempre tutto questo valore aggiunto. Forse siamo noi ad essere arricchiti se ci connettiamo con chi è stato meno fortunato, perché possono darci cose che noi non abbiamo».
Per Pittella: «La medicina, così come l'assistenza sociale e socio-assistenziale, deve essere personalizzata. Invece, spesso pensiamo che la risposta ai bisogni sia l'ospedalizzazione: è quanto di più sbagliato si possa fare». Per Pittella, il "Paese Italia" deve cambiare rotta, volgendo lo sguardo altrove rispetto al ricovero ospedaliero come panacea universale: «Dobbiamo investire molto per personalizzare l'assistenza, cosa che non sempre facciamo. È un cambio di paradigma necessario».
Un messaggio forte, lanciato dal palco di un teatro dove, poco dopo, la disabilità è andata in scena dimostrando esattamente quel "valore aggiunto" di cui la politica deve farsi garante.


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