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TRAFFICO DI RIFIUTI TUNISIA-BASILICATA

Traffico internazionale di rifiuti sull’asse Tunisia-Basilicata. Operazione nelle province di Napoli, Salerno, Potenza, Catanzaro del personale della Direzione Investigativa Antimafia e del Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli. Indagine della Procura di Potenza.

L'operazione ha visto impegnati circa 80 unità tra Carabinieri del Reparto speciale dell'Arma e personale della Direzione Investigativa Antimafia. Al centro dell'inchiesta il trasferimento all’estero di rifiuti in un preoccupante scenario di traffico con elusione dei controlli sul ciclo dei rifiuti e conseguenti danni all’ambiente ed alla salute dell uomo ad opera di soggetti italiani. Secondo l'accusa gli indagati avrebbero agito con la complicità di intermediari stranieri per trasferire ingenti quantità di rifiuti verso soggetti del tutto privi della capacità di trattarli, recuperarli e smaltirli regolarmente. Gli scarti, secondo gli investigatori, venivano smaltiti illegalmente nel continente africano (interrati e abbandonati). La vicenda nasce da un contratto per la gestione di 120mila tonnellate di rifiuti con codice europeo dei rifiuti Cer 191212, stipulato a Polla, tra il rappresentante della società tunisina Soreplast, in qualità di impianto di ricezione, sito nella città di Sousse, e il rappresentante della società Sviluppo risorse Ambientali in qualità di produttore del rifiuto nell'impianto di Polla. Un particolare ruolo nel complesso delle indagini risulta essere stato svolto dalle società di intermediazione Econmanagement di Soverato e Gc Service con sede in Tunisia. Un giro di scatole cinesi e di importazione di rifiuti su cui aveva messo l'attenzione un'emittente televisiva tnisina, inducendo il Ministero degli Affari locali a disporre l'apertura di un'inchiesta conclusasi con l'arresto di politici e alti funzionari dello Stato. 

L'accusa parla di traffico illecito transfrontaliero di rifiuti in Tunisia, attuato mediante l'utilizzo consapevole di falsi documentali, con il concorso attivo di soggetti e imprese tunisine;  trruffa e frode in pubbliche forniture, da parte degli amministratori della società Sra in danno di comuni campani e lucani, in quanto gestiva relativi rifiuti urbani conferendo, contrariamente agli impegni presi e alla legge, la parte non recuperabile di essi, dopo il loro previsto trattamento, presso l'impianto non autorizzato in Tunisia. E ancora: sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e trasferimento fraudolento di valori. Coinvolti nell'indagine anche due funzionari della Regione Campania, uno dei quali finito ai domiciliari. 


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