VERTENZA CALLMAT, UIL: "NON RASSEGNARSI AI LICENZIAMENTI, SERVE UNA VISIONE NUOVA"

VERTENZA CALLMAT, UIL: "NON RASSEGNARSI AI LICENZIAMENTI, SERVE UNA VISIONE NUOVA"

L’avvio delle lettere di licenziamento per le 350 lavoratrici e lavoratori di CallMat è un fatto grave che la UIL Basilicata non intende accettare come un esito inevitabile. “Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori – dichiarano Vincenzo Tortorelli, Segretario Generale UIL Basilicata, e Giovanni Letterelli, Segretario Generale UILFPC Basilicata – e continueremo a lavorare a tutti i livelli, regionale e nazionale, per difendere ogni posto di lavoro e individuare soluzioni concrete”.

 

In questi mesi il confronto è stato sostenuto anche attraverso un importante percorso di unità sindacale, che ha consentito di portare la vertenza sui tavoli istituzionali regionali e nazionali con una voce comune. Per la UIL e la UILFPC, però, è necessario guardare oltre l’emergenza e interrogarsi sul futuro.

“Non possiamo limitarci a gestire i licenziamenti. La Basilicata ha bisogno di una strategia sulla digitalizzazione che trasformi le competenze presenti sul territorio in lavoro e sviluppo”, sottolineano Tortorelli e Letterelli. Da qui la proposta UIL di avviare il confronto per la creazione di una Agenzia regionale per la digitalizzazione, capace di mettere a sistema professionalità, innovazione e investimenti e accompagnare la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione, della sanità, degli enti locali e dei servizi, provando a non subire l'Intelligenza artificiale ma a renderla strumento per creare nuova occupazione.

Si pensi solo che i servizi digitali affidati in appalto oggi hanno un costo di oltre 100 milioni di euro l’anno con note inadeguatezze e carenze specie per i cittadini alle prese con i servizi sanitari.  “Le professionalità di CallMat non sono un costo da accompagnare verso l’uscita: sono una risorsa da valorizzare. La Regione deve avere una visione industriale e occupazionale più ambiziosa, capace di creare nuova domanda di servizi digitali e nuovo lavoro qualificato”, aggiungono.

La UIL Basilicata e la UILFPC Basilicata continueranno quindi a chiedere tutti gli strumenti possibili per salvaguardare l’occupazione e, parallelamente, l’apertura di un confronto con la Regione e con le segreterie nazionali con il Governo, per costruire una vera politica regionale sulla digitalizzazione.

“Nessuno si volti dall'altra parte. La crisi CallMat deve diventare un punto di svolta: non una storia di 350 licenziamenti, ma l’occasione per costruire una Basilicata che non subisce la trasformazione digitale, ma la governa e la trasforma in occupazione e sviluppo". 


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