"Per tre anni ci hanno raccontato una favola. Oggi la verità è scritta negli atti approvati dalla stessa Giunta regionale. E quella verità conferma, punto per punto, ciò che denunciamo da mesi e cioè che il progetto dei tre impianti fotovoltaici a servizio di Acquedotto Lucano è fallito e il governo Bardi sta utilizzando quel fallimento per liberare risorse utili per approvare l'assestamento di bilancio".
Lo dichiarano i consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, commentando la delibera con cui la Giunta regionale ieri ha preso atto del verbale del Tavolo Tecnico Permanente con le compagnie petrolifere del 17 luglio scorso, relativo al progetto "Energie rinnovabili per la sostenibilità del settore idrico lucano".
"Per mesi - proseguono Chiorazzo e Vizziello - ci hanno accusato di fare polemica. Oggi, invece, è la stessa Regione ad ammettere che dei tre impianti previsti inizialmente ne resterà soltanto uno, quello di Aliano, mentre i progetti di Irsina e Lavello vengono definitivamente accantonati. Dopo quasi tre anni dall'approvazione del progetto, non è stato realizzato nemmeno un chilowatt dei 49 megawatt che avrebbero dovuto essere consegnati alla Regione a partire dal 1° gennaio 2026. Un fallimento amministrativo senza attenuanti.
Ancora più grave - aggiungono i consiglieri - è ciò che emerge sul piano finanziario. Dei 55 milioni di euro originariamente destinati al progetto, la quota destinata alla realizzazione dell'unico impianto rimasto si riduce a circa 21 milioni di euro, mentre una parte delle restanti risorse dovranno essere utilizzate per definire le partite economiche maturate in questi anni, a partire dalla debitoria di Acquedotto Lucano nei confronti di ENI per il mancato pagamento delle bollette energetiche. È esattamente ciò che avevamo denunciato con le nostre interrogazioni e richieste di accesso agli atti, rimaste senza risposta".
Il sospetto - evidenziano i consiglieri di Basilicata Casa Comune - è che questa operazione serva soprattutto a liberare risorse e creare gli spazi finanziari necessari per approvare, dopo settimane di ritardo, l'assestamento di bilancio regionale. Non ci sorprenderemmo se nei prossimi giorni la Giunta approvasse l'ennesimo progetto 'fuffa', come già avvenuto con il cosiddetto programma di rafforzamento dei servizi territoriali, utilizzando ancora una volta le risorse delle compensazioni ambientali per coprire spesa ordinaria anziché finanziare investimenti strategici e creare opportunità di sviluppo.
Il progetto dei tre impianti fotovoltaici - ricordano Chiorazzo e Vizziello - era nato con l'obiettivo preciso di ridurre strutturalmente i costi energetici di Acquedotto Lucano e alleggerire nel tempo il peso delle tariffe idriche per famiglie e imprese lucane. Oggi, invece, ci ritroviamo con un progetto drasticamente ridimensionato, tre anni perduti e decine di milioni di euro che non produrranno i benefici promessi.
"Le nostre interrogazioni, le richieste di accesso agli atti e le denunce in Consiglio regionale hanno portato alla luce i pasticci amministrativi del governo Bardi e del suo entourage. Gli atti approvati dalla stessa Giunta lo dimostrano in maniera inequivocabile. Continuare a non rispondere alle nostre iniziative ispettive e a sottrarre documenti che dovrebbero essere nella piena disponibilità dei lucani non cancella la realtà. Al contrario - concludono Chiorazzo e Vizziello - certifica l'incapacità amministrativa e politica di questo governo di trasformare le risorse delle compensazioni ambientali in sviluppo, occupazione e futuro per la Basilicata. Dopo tre anni restano soltanto ritardi, progetti ridimensionati e una regione che continua a perdere occasioni e giovani".





