La Commissione Europea ha ufficialmente riconosciuto le specificità territoriali per calcolare i fabbisogni energetici del settore idrico. Questo importante risultato è stato sancito con l’adozione del nuovo Regolamento Delegato sui Principi Europei di Rendicontazione di Sostenibilità (ESRS 2026), un’evoluzione normativa che segna un cambio di passo decisivo per il comparto.
La nuova impostazione permette finalmente di valutare la sostenibilità delle infrastrutture idriche non più attraverso la rigidità di soglie uniformi per tutto il territorio europeo, ma in base alle reali caratteristiche fisiche e climatiche dei territori serviti. Questo storico risultato, che ridisegna le regole della trasparenza ambientale a livello comunitario, è l'esito diretto dell'azione di Acquedotto Lucano, attraverso il canale di rappresentanza di Utilitalia (la federazione che riunisce le aziende dei servizi pubblici). Acquedotto Lucano ha infatti posto le istanze e la complessità geomorfologica del territorio direttamente ai tavoli decisionali di Bruxelles.
Si tratta di una questione cruciale per la sostenibilità e per il sistema idrico europeo: l'incompatibilità di metriche e soglie ambientali uniformi rispetto a territori caratterizzati da elevata complessità geomorfologica ed estrema vulnerabilità. Un’azione di sistema svolta con Utiliatalia, che ha permesso di tradurre la complessità operativa dei territori in una proposta regolatoria solida, oggi pienamente recepita dall'Unione Europea, garantendo una cornice normativa che tuteli gli investimenti orientati alla resilienza. Il nucleo dell'istanza verteva sul paradosso di sistemi idrici costretti, a causa dei dislivelli strutturali dell'orografia appenninica o di emergenze siccitose (come quella dello schema Basento-Camastra), a incrementare il sollevamento idraulico e, di conseguenza, il consumo energetico specifico per garantire la continuità del servizio.
Una rigidità che rischiava di penalizzare paradossalmente proprio le gestioni operanti nei contesti idrici più complessi. Il testo definitivo degli standard ESRS recepisce l'impianto concettuale promosso dall’azienda: il nuovo quadro normativo sancisce infatti l’obbligo di valutare e ponderare i dati ambientali alla luce dello specifico contesto geografico e locale, introducendo una forte centralità per le attività e gli investimenti realizzati nelle aree classificate a stress idrico.
A commentare la portata di questo passaggio regolatorio è il Direttore Generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna: "L’accoglimento di questo principio da parte della Commissione Europea rappresenta un passaggio di profondo valore scientifico e gestionale. Dimostra che la sostenibilità non può essere misurata attraverso algoritmi ciechi o soglie fisse, ma deve essere declinata interpretando i vincoli fisici della geografia e l'impatto reale dei mutamenti climatici sui territori.
Il lavoro svolto in sinergia con Utilitalia testimonia come la nostra azienda in materia di sostenibilità sia in grado di esprimere competenze tecniche di standard europeo, offrendo un contributo concreto all'evoluzione normativa del settore. Per la comunità lucana, il riconoscimento europeo significa che lo sforzo quotidiano di garantire l'acqua in un territorio complesso - e la tutela della risorsa che questo sforzo comporta - entra a pieno titolo tra i valori misurabili della sostenibilità europea. Ora questo principio dovrà misurarsi con il nostro impegno prioritario: le perdite idriche.
Lavoreremo su due fronti. Il primo è il contenimento delle dispersioni, con la distrettualizzazione, la digitalizzazione delle reti e la manutenzione predittiva. Il secondo è la corretta rappresentazione del fenomeno: gli indicatori percentuali oggi in uso non distinguono l'acqua realmente dispersa da quella semplicemente non fatturata, e penalizzano strutturalmente le reti più estese che servono territori poco popolati. Ridurre le perdite e, insieme, restituirne una fotografia realistica: è la stessa logica che l'Europa ha appena fatto propria. Per Acquedotto Lucano questo riconoscimento è un pilastro fondamentale per la programmazione dei futuri piani di transizione e per la valorizzazione degli investimenti orientati alla resilienza idrica".
Grazie alle nuove disposizioni europee, che riducono gli oneri burocratici e valorizzano le informazioni di contesto, le performance energetiche e ambientali di Acquedotto Lucano non saranno più lette come asettici indicatori di efficienza, bensì come azioni strutturali di adattamento ai rischi fisici del mutamento climatico, fornendo un quadro trasparente e fedele della sostenibilità aziendale a tutela della risorsa e della comunità servita.














