«Condanniamo con fermezza l'ennesimo assalto a uno sportello bancomat avvenuto a Bernalda, dove il dispositivo dell'agenzia Intesa Sanpaolo di corso Umberto è stato fatto esplodere da una banda specializzata con la cosiddetta "tecnica della marmotta". Si tratta di un episodio grave che conferma la recrudescenza di un fenomeno criminale che desta forte preoccupazione e che richiede una risposta decisa dello Stato».
Lo affermano, in una nota congiunta, Vito Cuccaro, segretario regionale Uilca Basilicata, e Vincenzo Tortorelli, segretario generale Uil Basilicata.
«Lo abbiamo detto e lo ribadiamo con forza – sottolineano Cuccaro e Tortorelli –: questi episodi, riconducibili alla criminalità organizzata, non possono e non devono diventare il pretesto per accelerare il processo di chiusura degli sportelli bancari che da anni sta impoverendo la Basilicata, penalizzando soprattutto i piccoli comuni, le aree interne, le imprese e le fasce più deboli della popolazione».
Per i due dirigenti sindacali, il ripetersi degli assalti rischia di modificare in senso negativo il quadro della sicurezza regionale, tradizionalmente caratterizzato da livelli di criminalità inferiori rispetto alla media nazionale.
«Secondo i dati Istat – ricordano – la Basilicata continua a presentare indicatori di sicurezza migliori rispetto al resto del Paese. Le denunce di rapina sono pari a 8,2 ogni 100 mila abitanti contro una media italiana di 47,6; i borseggi si fermano a 16,6 ogni 100 mila abitanti e anche i furti in abitazione risultano significativamente inferiori alla media nazionale. Tuttavia il moltiplicarsi degli assalti agli sportelli automatici rischia di incrinare questa condizione e alimentare un crescente senso di insicurezza nelle comunità locali».
Il fenomeno, del resto, è in costante crescita. Dopo gli episodi registrati nei mesi scorsi a Tolve, Lavello e Montemilone, anche Bernalda entra nell'elenco dei comuni colpiti. Tra il 2024 e i primi mesi del 2026 in Basilicata si contano già 35 assalti agli sportelli Atm. Si è passati dai 12 episodi del 2024 ai 20 del 2025, con un incremento del 67%; 19 colpi sono andati a segno mentre 16 sono stati sventati. La provincia di Potenza è quella maggiormente interessata, ma anche il Materano registra una crescita significativa del fenomeno.
«Già con la campagna "Chiusura sportello bancario? No grazie!" – proseguono Cuccaro e Tortorelli – avevamo lanciato l'allarme sui rischi derivanti dalla progressiva riduzione della rete bancaria, evidenziando come la desertificazione degli sportelli potesse favorire una maggiore concentrazione dei prelievi e quindi rendere più appetibili i bancomat rimasti operativi. Purtroppo gli ultimi episodi confermano la fondatezza delle nostre preoccupazioni».
Per Uil e Uilca la risposta non può essere la rinuncia alla presenza bancaria nei territori, bensì un rafforzamento delle misure di prevenzione e sicurezza.
«Dopo l’istituzione da parte della Regione dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria occorre aprire un confronto istituzionale che coinvolga il sistema bancario, la Regione, le Prefetture e le forze dell'ordine. In questo percorso riteniamo fondamentale il contributo dei lavoratori del comparto sicurezza, attraverso la Uil Polizia, per valutare il potenziamento degli organici, dei presìdi territoriali, delle dotazioni tecnologiche e dei mezzi a disposizione delle forze dell'ordine. La tutela della sicurezza dei cittadini, dei lavoratori bancari e delle attività economiche deve rappresentare una priorità assoluta».
«Contrastare la criminalità – concludono Cuccaro e Tortorelli – significa rafforzare la presenza dello Stato e dei servizi nei territori, non arretrare. Per questo ribadiamo il nostro no alla chiusura degli sportelli bancari e chiediamo interventi concreti che garantiscano contemporaneamente sicurezza, legalità e diritto dei cittadini ad accedere ai servizi bancari, soprattutto nelle aree interne della Basilicata.»















