ROCCO PEPE (AREA CIVICA) SULLA MANCATA BENEDIZIONE DEL TEMPIETTO

ROCCO PEPE (AREA CIVICA) SULLA MANCATA BENEDIZIONE DEL TEMPIETTO

La mancata benedizione del tempietto lascia in molti cittadini un sentimento di amarezza e di incomprensione. Non per il valore formale del gesto in sé, ma per ciò che esso rappresenta agli occhi di una comunità che ha sempre cercato nell'incontro, nella condivisione e nel dialogo i propri punti di riferimento.

 


La Chiesa è chiamata ad essere casa aperta, luogo di accoglienza e di fraternità. Papa Francesco ha più volte ricordato che «la fraternità genera pace sociale perché crea un equilibrio tra fraternità e giustizia», indicando nella capacità di unire le persone una delle missioni più alte della comunità cristiana e civile.


Il tempietto nasce come simbolo di appartenenza collettiva, frutto dell'impegno e dell'affetto di cittadini che hanno voluto lasciare un segno di devozione e di identità condivisa. Per questo, ogni gesto che rischia di alimentare distanze o incomprensioni merita una riflessione profonda.
Come Area Civica non intendiamo alimentare polemiche né schieramenti. Crediamo però che la nostra comunità abbia bisogno di segni che uniscano, non di occasioni che possano essere percepite come elementi di divisione. Le istituzioni, religiose e civili, hanno il compito di accompagnare i cittadini lungo percorsi di coesione e di reciproco rispetto.


Facciamo nostre le parole di Papa Francesco rivolte ai giovani: «Abbiate il coraggio di insegnarci che è più facile costruire ponti che innalzare muri». È una lezione che vale per tutti, soprattutto quando emergono differenze di vedute o momenti di difficoltà.


L'auspicio è che questa vicenda possa trasformarsi in un'opportunità di dialogo e di riconciliazione, affinché il tempietto continui ad essere ciò cheb è stato pensato per essere: un simbolo di fede, di comunità e di unità, patrimonio morale di tutti i cittadin


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