Oltre 1.000 visitatori nella giornata odierna del 2 giugno 2026 “ Festa della Repubblica “ alle cascate di San Fele U uattënniérë - Parco Regionale del Vulture. Grandissima affluenza di visitatori nella giornata odierna alle cascate di San Fele .
Auto, moto e caravan , hanno raggiunto San Fele , con le strutture ricettive , ristoranti , bar e aree pic nic in piena attivita'. San Fele e le sue cascate , ancor una volta si conferma il giusto luogo da vivere del Parco Regionale del Vulture che in piu’di 15 anni e’ diventato meta turistica tra le piu’ visitate della Basilicata. In questi anni , grazie a questo importante impegno volontario dell’associazione
, migliaia e migliaia di visitatori da ogni luogo della Basilicata , dalle regioni limitrofe , dall’ Italia e molti anche dall’estero hanno visitato la comunità ed ammirato la straordinaria bellezza delle Cascate di San Fele , diventando meritevolmente uno degli attrattori più importanti della Basilicata e più visitati della Basilicata , tutto questo senza alcun spreco di risorse pubbliche.
Molto rimane da fare per dotare il luogo delle infrastrutture necessarie , come la la sentieristica in fase di esecuzione da parte del Parco Regionale del Vulture e la consegna ai visitatori dei ponti sul torrente Corbola e Malonga da parte del comune di San Fele ormai in fase di completamento , oltre che del Mulino Bradano da poco ristrutturato .
Le cascate di San Fele: Il torrente Bradano scorga dall’appennino Lucano, in località Matise di San Fele, in provincia di Potenza, per confluire nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto. Attraversando il territorio del comune di San Fele, il torrente è costretto ad effettuare dei particolari salti di quota che danno origine alle naturali e suggestive cascate di San Fele.
Le cascate prendono il nome “ U uattënniérë “ , la trasposizione dialettale di “ Gualchiera”: macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate. Sfruttando la forza dell’acqua, una grande ruota azionata trasmetteva il movimento ad un cilindro orizzontale nel quale erano inserite, verticalmente, le aste dei folloni. Questi terminavano con pesanti magli ( o folloni) che, entrando e uscendo da una vasca ( dove sul fondo venivano posti tessuti), servivano a gualcare la lana; le proprietà feltranti del panno venivano così rese più compatte e meno ruvide.
La Gualchiera di San Fele è rimasta in uso fino agli anni 40 del secolo scorso. La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi molini ( oltre 20 ), i cui resti ( così come quelli della Gualchiera) testimoniano l’ingegno e la dedizione al lavoro dei Sanfelesi.














