CONFCOMMERCIO: LEGALITÀ E SICUREZZA INDISPENSABILI PER LO SVILUPPO DELLE CITTÀ

CONFCOMMERCIO: LEGALITÀ E SICUREZZA INDISPENSABILI PER LO SVILUPPO DELLE CITTÀ

In occasione della tredicesima edizione della giornata nazionale “Legalità, ci piace!”, Confcommercio rilancia il tema della sicurezza urbana come elemento strategico non solo per la tutela delle imprese, ma anche per la qualità della vita delle comunità e la competitività dei territori.

L’iniziativa nazionale della Confederazione conferma come legalità, sicurezza e libertà d’impresa siano oggi strettamente intrecciate. Un tema che in Basilicata assume un valore ancora più rilevante alla luce delle attività condivise tra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni di categoria per rafforzare la protezione degli operatori economici e contrastare fenomeni di criminalità e degrado urbano. Il presidente di Confcommercio Potenza, Angelo Lovallo, sottolinea in particolare l’importanza del nuovo bando “Voucher Videoallarme Antirapina – Anno 2026” promosso dalla Camera di Commercio della Basilicata, che prevede contributi fino a 2.500 euro per coprire il 70% delle spese sostenute dagli esercenti per l’installazione di sistemi di videosorveglianza collegati direttamente con le forze dell’ordine. “Si tratta di una misura fortemente voluta da Confcommercio – evidenzia Lovallo – maturata attraverso il confronto continuo nei tavoli convocati in Prefettura e grazie ad una collaborazione concreta tra istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanze degli operatori economici. È un esempio positivo di sicurezza partecipata e di attenzione reale verso chi ogni giorno tiene aperte attività commerciali e servizi nei nostri centri urbani”. Il presidente di Confcommercio Potenza ricorda inoltre che il protocollo d’intesa per il cofinanziamento dei sistemi di videosorveglianza e videoallarme era stato sottoscritto lo scorso novembre presso la Prefettura di Potenza alla presenza del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che aveva definito l’iniziativa “lodevole”, fondata sulla sinergia tra pubblico e privato per rafforzare la sicurezza del territorio. Per Confcommercio il messaggio che emerge dalla giornata “Legalità, ci piace!” è chiaro: la sicurezza urbana rappresenta una vera politica economica. Dove cresce la percezione di insicurezza diminuiscono consumi, investimenti e occupazione, mentre aumentano chiusure commerciali e fenomeni di desertificazione urbana. “Un negozio aperto – sottolinea Lovallo – non rappresenta soltanto un’attività economica, ma un presidio sociale e di legalità, un punto di riferimento per quartieri e comunità. Difendere il commercio significa difendere anche la vivibilità delle nostre città”. I dati relativi al Mezzogiorno e alla Basilicata evidenziano un clima di forte preoccupazione tra gli imprenditori del terziario. Nel 2025 il 28,2% delle imprese segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza, con furti e rapine percepiti in crescita rispetto agli anni precedenti. Particolarmente diffuso il fenomeno del taccheggio: il 61,1% delle imprese commerciali del Sud dichiara di subirlo, mentre quasi una impresa su cinque denuncia episodi ripetuti più volte durante la settimana. Non a caso, l’85% delle imprese del terziario meridionale ha investito negli ultimi anni in sistemi di sicurezza, soprattutto videosorveglianza e allarmi antifurto, sostenendo costi significativi pur di garantire maggiore protezione a dipendenti, clienti e attività. Confcommercio richiama inoltre l’attenzione sul peso crescente dell’abusivismo commerciale e della contraffazione, fenomeni che il 63,4% delle imprese considera un grave fattore di penalizzazione. “L’illegalità altera il mercato, favorisce concorrenza sleale e colpisce le imprese sane – aggiunge Lovallo – producendo effetti negativi anche sul piano sociale, dal lavoro nero all’evasione fiscale fino allo sfruttamento”. L’indagine nazionale evidenzia infine il legame diretto tra commercio e sicurezza urbana: per oltre la metà delle imprese del Sud la presenza di negozi sfitti o chiusi favorisce vandalismo e microcriminalità, mentre oltre il 73% ritiene necessario rafforzare i presidi territoriali di sicurezza, a partire dalla polizia di quartiere. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, nel 2025 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi circa 41 miliardi di euro, mettendo a rischio 284mila posti di lavoro regolari. “L’impegno della Confederazione – conclude Lovallo – si sviluppa lungo due direttrici fondamentali: prevenire ogni forma di infiltrazione criminale che altera il mercato e, allo stesso tempo, rafforzare una cultura della legalità e della responsabilità d’impresa. Legalità e sicurezza sono valori strettamente legati allo sviluppo economico, alla coesione sociale e alla qualità della convivenza civile. Per questo Confcommercio continuerà ad investire anche sul piano culturale ed etico, promuovendo formazione, sensibilizzazione e memoria delle vittime delle mafie, affinché il rispetto delle regole diventi patrimonio condiviso delle nostre comunità”.


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