AGRITURISMO, LA CIA: LA BASILICATA CRESCE NELLA MULTIFUNZIONALITÀ

AGRITURISMO, LA CIA: LA BASILICATA CRESCE NELLA MULTIFUNZIONALITÀ

La Basilicata consolida il proprio ruolo tra le regioni italiane a maggiore vocazione multifunzionale in agricoltura. È quanto emerge dall’ottava edizione del Rapporto ISMEA “Agriturismo e multifunzionalità” 2026, che fotografa un comparto nazionale sempre più strategico per reddito, occupazione e valorizzazione dei territori rurali.

A livello nazionale l’agriturismo ha raggiunto nel 2024 un valore di 1,9 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% rispetto al 2023 e superiore al 140% rispetto al 2020. L’Italia si conferma leader europea nelle attività secondarie agricole, concentrando quasi un quarto del totale Ue, grazie soprattutto allo sviluppo dell’ospitalità rurale, della vendita diretta e delle attività esperienziali legate al territorio. In questo scenario la Basilicata evidenzia numeri significativi.

Secondo i dati ISMEA, nel 2024 la produzione della branca agricola regionale ha raggiunto 1,226 miliardi di euro, mentre il totale delle attività connesse – che comprendono agriturismo, trasformazione aziendale, energie rinnovabili e servizi di supporto – ha toccato quota 347,9 milioni di euro. In particolare, le attività secondarie sono cresciute del 5,6% rispetto al 2023, passando da 49,4 a 52,2 milioni di euro. Il dato più rilevante riguarda però il peso della multifunzionalità sull’intera economia agricola regionale: in Basilicata le attività connesse rappresentano il 29% del totale, una delle percentuali più alte d’Italia, dietro solo a Valle d’Aosta, Bolzano e Marche.

Un risultato che testimonia la capacità delle imprese agricole lucane di integrare produzione, servizi e valorizzazione territoriale. Per Leonardo Moscaritolo “il Rapporto ISMEA conferma che la multifunzionalità è ormai una scelta strategica indispensabile anche per le aziende agricole lucane. L’agriturismo, insieme alle attività di supporto e alla vendita diretta, rappresenta uno strumento fondamentale per integrare il reddito agricolo, contrastare lo spopolamento delle aree interne e creare nuove opportunità occupazionali”. Secondo Moscaritolo “la Basilicata dispone di grandi potenzialità ancora non pienamente espresse. Il turismo rurale, l’enogastronomia, le produzioni di qualità e il patrimonio ambientale possono diventare il motore di uno sviluppo sostenibile, soprattutto nelle aree interne dove l’impresa agricola svolge anche una funzione sociale e di presidio del territorio”.

Il presidente della Cia Basilicata sottolinea inoltre come “la crescita delle attività secondarie dimostri la capacità di innovazione delle aziende agricole lucane, che stanno investendo sempre di più nell’accoglienza, nelle esperienze legate alla ruralità, nei servizi ambientali e nella valorizzazione delle tradizioni locali. Tuttavia servono politiche regionali e nazionali capaci di sostenere investimenti, infrastrutture e promozione, perché senza collegamenti efficienti e servizi adeguati diventa difficile competere sui mercati turistici internazionali”. Il Rapporto ISMEA evidenzia infatti che il turismo agrituristico italiano è sempre più orientato verso la domanda straniera: gli ospiti esteri rappresentano il 53% del totale e il 62% dei pernottamenti, con Germania, Paesi Bassi, Francia e Svizzera tra i mercati principali. Una tendenza che apre prospettive interessanti anche per la Basilicata, soprattutto nelle aree rurali legate ai percorsi naturalistici, culturali ed enogastronomici.

Per Moscaritolo “la sfida dei prossimi anni sarà consolidare il legame tra agricoltura, turismo e identità territoriale, puntando sulla qualità dell’accoglienza e sulla capacità di raccontare la Basilicata autentica. Le aziende agricole non producono soltanto cibo, ma anche paesaggio, cultura, tutela ambientale e coesione sociale”.


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