"La Cgil di Potenza, nel prendere atto delle dichiarazioni dell’amministrazione comunale sulla vicenda della scuola dell’infanzia Alcide De Gasperi, richiama con forza l’attenzione su un dato che non può essere derubricato a questione meramente tecnica o amministrativa: le lavoratrici e i lavoratori che hanno già ricevuto la lettera di licenziamento a seguito della cessazione dell’attività da parte delle suore". Lo rende noto il segretario generale Vincenzo Esposito.
Si tratta di circa sette famiglie tra insegnanti e operatori, che rischiano concretamente di perdere il proprio posto di lavoro, trovandosi senza prospettive nel giro di poche settimane".
"A questo - prosegue Esposito - si aggiunge un ulteriore elemento di grande rilevanza: la perdita di un servizio educativo che da decenni rappresenta un punto di riferimento per la comunità potentina. La chiusura della struttura, infatti, non incide solo sul piano occupazionale ma rischia di compromettere il diritto allo studio e all’educazione nella fascia 0-3 anni, fondamentale per lo sviluppo dei bambini e per il sostegno alle famiglie.
Di fronte a questa emergenza sociale ed educativa - afferma Esposito - riteniamo indispensabile che si acceleri ogni valutazione e che si arrivi in tempi brevissimi a una soluzione definitiva che garantisca sia la continuità del servizio sia la tutela occupazionale. Comprendiamo la complessità tecnica della vicenda illustrata dall’amministrazione, ma ribadiamo che i tempi della burocrazia non possono scaricarsi sulle lavoratrici e sui lavoratori né sulle famiglie coinvolte.
Per questo auspichiamo l’apertura immediata di un confronto serio, strutturato e trasparente con l’amministrazione comunale, coinvolgendo tutte le parti interessate, al fine di individuare soluzioni concrete e sostenibili. La tutela del lavoro, dei servizi per l’infanzia e del diritto all’educazione - conclude Esposito - deve restare una priorità assoluta: servono atti chiari, tempi certi e responsabilità condivise














