Venerdì 15 maggio 2026, alle ore 16:30, la Biblioteca Nazionale di Potenza ospiterà l'evento di presentazione, organizzato da Memento. Centro Studi Mediterranei per il Medioevo e il Rinascimento in collaborazione con la Delegazione di Potenza dell'Associazione Italiana di Cultura Classica, del volume Il metodo Simonidis. Filologia del falso-vero e nostalgia di Bisanzio, di Carmelo Nicolò Benvenuto, con una nota introduttiva di Luciano Canfora, edito nei Quaderni di Vetera Christianorum, Edipuglia (2024).
Dopo i saluti istituzionali, a presentare il volume sarà il prof. Federico Condello, Professore ordinario di Filologia classica presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in dialogo con il prof. Aldo Corcella, Professore ordinario di Filologia classica presso l’Università della Basilicata. Il volume di Benvenuto prende le mosse dalla figura enigmatica di Costantino Simonidis, erudito e falsario dell’Ottocento, capace di muoversi sul filo sottile che separa invenzione e verità, artificio e filologia, che è tornato di recente alla ribalta soprattutto in relazione alla vicenda del cosiddetto “Papiro di Artemidoro”.
Attraverso una ricerca che combina rigore filologico e sensibilità storica, Benvenuto ricostruisce la parabola intellettuale di Simonidis non come semplice episodio di frode erudita, ma come paradigma di un rapporto più complesso con la tradizione e con l’idea stessa di autenticità. Come si legge nella presentazione editoriale di Edipuglia, l’autore “ripercorre i momenti salienti del percorso attraverso cui il falsario è divenuto, a suo modo, filologo”: non più soltanto imitatore o ingannatore, ma figura speculare dello studioso moderno, chiamato a distinguere, e insieme a tenere in vita, il confine tra reale e possibile. In questa prospettiva, la “filologia del falso-vero” diviene una chiave per interrogare la nostalgia di Bisanzio, quella memoria di una civiltà sospesa fra mito e sopravvivenza che attraversa la cultura europea moderna.
L’incontro rappresenta non solo un momento di riflessione accademica, ma anche un’occasione di confronto aperto tra studiosi, studenti e cittadini interessati al valore della filologia come strumento di conoscenza e di consapevolezza civica e culturale.















