RIORGANIZZAZIONE UFFICI DEL CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA, PERPLESSITA' DELLA CGIL

RIORGANIZZAZIONE UFFICI DEL CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA, PERPLESSITA' DELLA CGIL

Già in occasione del confronto sindacale del 24 marzo scorso come Fp Cgil avevamo espresso tutte le nostre forti perplessità circa le scelte espresse dall’amministrazione nel documento di riorganizzazione degli uffici del Consiglio regionale di Basilicata. E che le nostre osservazioni non fossero infondate è dimostrato dal fatto che la stessa parte pubblica non fosse unanimemente convinta della bontà di molti aspetti della riorganizzazione, avendo sollevato il Direttore Generale per la programmazione economico-finanziaria e la gestione delle risorse finanziarie sostanzialmente i medesimi rilievi espressi dalla Fp Cgil.

Del resto la riorganizzazione approvata con la delibera del 28 aprile è relativa ad un nuovo documento che, come si da correttamente atto nel deliberato, recepisce in parte le osservazioni prodotte. Pur prendendo positivamente atto delle modifiche apportate, in particolare sull’Ufficio di indirizzi programmatori e valutazione delle politiche regionali, rispetto al quale è stata modificata sia la denominazione che le funzioni originariamente previste, che altro non erano se non una  duplicazione di funzioni e compiti già attestati ad altra struttura della Giunta, rileviamo con preoccupazione una certa forzatura nella lettura delle previsioni  statutarie piegate al reale intento di legittimare improprie ingerenze nelle funzioni della Giunta, con la conseguente confusione di ruoli e ambiti di competenze.  

Ci riferiamo, in particolare, alla istituzione della figura del Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio, sulla quale permangono, a nostro avviso, alcune invalicabili storture.

Pur avendo superato formalmente l’attribuzione di funzioni attraverso le quali rischiava di consumarsi, questa volta in Consiglio regionale, una inammissibile commistione tra funzioni politiche e funzioni tecniche e di gestione in capo a una figura squisitamente politica e di tipo fiduciario, ripetendo quanto avvenuto in Giunta regionale e al tempo  ampiamente  e reiteramente contestato, resta un grande interrogativo su tale scelta. 

Una decisione che non tiene conto dell’impatto sui costi che verosimilmente avrà il conferimento di tale incarico, considerato anche l’assenza di elementi informativi forniti dal Consiglio. Continuiamo a non comprendere quale possa essere l’ancoraggio normativo di tale previsione: né la la legge 12 del 1996, né la legge regionale 29 del 2019 contemplano la possibilità di istituire la figura del Capo di Gabinetto presso la Presidenza del Consiglio regionale. Né tantomeno riteniamo che tale vincolo normativo possa essere superato attraverso la modifica del solo Regolamento “Ordinamento amministrativo del Consiglio regionale della Basilicata”, modifica approvata con una laconica delibera dell’ufficio di Presidenza, la n.  26 del 28 aprile, con la quale viene modificato lo stesso regolamento “rimodulando l’organizzazione consiliare istituendo il Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale” attraverso un inconferente richiamo all’ art. 2, commi 4 e 5 della legge regionale 29, che fa riferimento alla sola attività di informazione e comunicazione istituzionale.

Si istituisce una nuova figura con inevitabili maggiori costi: una vera e propria contraddizione alla luce delle notorie difficoltà che si sono registrate in sede di approvazione del DFR 2026-2028. Più che ideare nuovi incarichi con maggiori oneri per l’ente, si concluda definitivamente l’iter di riorganizzazione degli uffici della Giunta e del Consiglio regionale per avviare l’interpello dei dirigenti e pubblicare tempestivamente i bandi per le elevate qualificazioni, superando l’attuale sistema di proroghe e si dia seguito immediato alle assunzioni previste dal Piano dei fabbisogni per il comparto e la dirigenza, fondamentali per corroborare l’assetto dell’organico regionale.


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