VITE CHE CONTANO: A MATERA TERZO CONGRESSO DELLA UILTUCS

VITE CHE CONTANO: A MATERA TERZO CONGRESSO DELLA UILTUCS

Il terzo congresso regionale della Uiltucs Basilicata si è aperto a Matera sotto il segno di uno slogan che racchiude una precisa visione politica e sindacale: “Vite che contano.

Lavoro, diritti e innovazione al servizio delle persone”. Un messaggio che, come sottolinea il segretario regionale Fabio Tundo nella relazione, non ha nulla di formale, ma rappresenta una scelta netta: rimettere al centro il valore del lavoro come elemento di dignità, identità e sicurezza sociale. Senza lavoro dignitoso, infatti, non possono esserci né piena libertà né coesione sociale. Tundo evidenzia come il congresso non sia soltanto un momento di verifica dell’attività svolta, ma soprattutto un’occasione di elaborazione politica e programmatica per delineare le priorità dei prossimi anni.

Un percorso che arriva dopo una fase complessa per l’organizzazione, segnata dal commissariamento e da numerose difficoltà, ma che oggi vede la Uiltucs Basilicata rafforzata, con una presenza più solida sul territorio, un numero di iscritti raddoppiato – 1281 – e una rete di delegati sempre più capillare. Al centro dell’analisi c’è il ruolo crescente del terziario nell’economia regionale. Commercio, turismo, servizi e vigilanza rappresentano ormai un pilastro dell’occupazione, anche alla luce dei processi di transizione industriale che stanno interessando altri comparti. Tuttavia, proprio in questi settori si concentrano le principali criticità del mercato del lavoro: bassi salari, precarietà, part-time involontario e scarse opportunità di crescita professionale.

Per il sindacato, il rafforzamento del terziario non può limitarsi a una semplice espansione numerica, ma deve puntare con decisione sulla qualità del lavoro, sulla valorizzazione delle competenze e sul rafforzamento della contrattazione collettiva. Una delle questioni più rilevanti affrontate nella relazione riguarda il fenomeno del dumping contrattuale e la diffusione dei cosiddetti contratti “pirata”, accordi sottoscritti da soggetti privi di reale rappresentatività che determinano una competizione al ribasso su salari e diritti. Le conseguenze sono evidenti: lavoratori con retribuzioni anche sensibilmente inferiori rispetto ai contratti leader, minori tutele e un progressivo indebolimento dell’intero sistema contrattuale. In Basilicata, sottolinea Tundo, questo fenomeno continua a proliferare, contribuendo alla crescita del lavoro povero. Per contrastare questa deriva, la Uiltucs lancia la proposta “25-50-100”: una soglia minima di 25 ore per i contratti part-time, una maggiorazione del 50% per il lavoro domenicale e del 100% per quello festivo.

Una piattaforma che mira a restituire centralità alla qualità del lavoro e a contrastare in modo concreto le condizioni di precarietà e sottoretribuzione diffuse nel terziario. Restano inoltre aperti nodi strutturali importanti, a partire dal livello delle retribuzioni e dall’organizzazione del lavoro, fino al sistema degli appalti nei servizi, in particolare nel comparto della sicurezza, dove la competizione basata esclusivamente sul costo del lavoro rischia di compromettere sia i diritti dei lavoratori sia la qualità dei servizi offerti. Da qui la necessità di rafforzare le regole, garantire il rispetto dei contratti collettivi e tutelare l’occupazione. I temi del congresso si inseriscono in un quadro nazionale che evidenzia criticità profonde.

I dati del CNEL segnalano la proliferazione dei contratti collettivi – oltre mille quelli depositati, con più di 250 nei soli settori del terziario e del turismo – e la diffusione di contratti “minori” che coinvolgono migliaia di lavoratori e imprese, soprattutto nel Mezzogiorno. Le differenze retributive rispetto ai contratti maggiormente rappresentativi possono arrivare fino al 40%, con effetti diretti anche sulla contribuzione pensionistica e sui diritti complessivi. In questo contesto, la Uiltucs indica una serie di priorità: limitare l’uso dei contratti a termine, favorire la stabilizzazione dopo 24 mesi, rafforzare il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato, contrastare il dumping contrattuale e lavorare verso un contratto unico di settore capace di garantire condizioni omogenee e dignitose.

Vincenzo Tortorelli, segretario generale Uil Basilicata: Il terziario è un comparto importante per accrescere l’occupazione e lo sviluppo della Basilicata e potenziare i servizi. Pensiamo al turismo che a Matera e nel Metapontino che, insieme all’agroindustria, è il settore su cui puntare per invertire la tendenza della fuga dei giovani e quella dello spopolamento. Per questo per la Uil la priorità, come stiamo facendo con la campagna “No ai lavoratori fantasma”, è superare il diffuso stato di precarietà e lavoro povero, un fenomeno sempre più diffuso proprio nei comparti del commercio, del turismo e dei servizi, dove si annidano forme di lavoro irregolare o parzialmente invisibile, con lavoratori spesso sottoinquadrati o con ore non dichiarate. E’ una questione centrale non solo sul piano sindacale, ma anche economico e sociale: il lavoro “fantasma” altera la concorrenza, penalizza le imprese corrette e priva i lavoratori di diritti e tutele.

Di qui la scelta – ricorda Tortorelli – di mettere al centro della Festa dei Lavoratori, il Primo Maggio, il tema del “lavoro dignitoso”. In una fase in cui il lavoro precario, sottopagato e insicuro rischia di radicarsi nel tessuto sociale, in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e nuove forme di schiavismo e mentre l’intelligenza artificiale non è ancora governata da regole condivise e contrattate, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro. Nuovi diritti e nuove tutele, valore della contrattazione, dignità delle persone, della qualità dell’occupazione, ruolo democratico delle relazioni industriali e della rappresentanza: sono queste le priorità da cui ripartire, insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione. Tra gli interventi il sindaco di Rotondella Gianluca Palazzo ha sottolineato l’impegno a fianco del sindacato contro il lavoro precario e contro lo sfruttamento come accade nella lotta nel Metapontino contro il caporalato; Vincenzo Florestano ha proposto l’istituzione di un albo di aziende sane che applicano i contratti collettivi di lavoro ed ha evidenziato il forte rilancio dell’Uiltucs sui territori; Antonio Guglielmi coordinatore Uil Matera ha sottolineato la crescita di iscritti nel Materano grazie ad un lavoro di squadra e potenziando i servizi della sede di Matera a favore di lavoratori e famiglie; Gianna Lettieri (ristorazione Stellantis) ha denunciato la precarietà per la riduzione dei turni di lavoro, retribuzione bassa, con la difficoltà a gestire la famiglia; Rocco Messina (coordinatore Artigianato) ha sollecitato iniziative per dare più voce ai lavoratori di “serie B” anche creando il sistema della bilateralità (l’Ente) del comparto turismo-commercio; Anna Carritiello (Caf) ha presentato i servizi che il Caf, il primo per numero di pratiche in Basilicata, svolge oltre a quello dei redditi potenziando il ruolo sociale Il congresso della Uiltucs Basilicata si configura dunque come un momento di rilancio dell’azione sindacale in un settore strategico ma attraversato da profonde trasformazioni.

La sfida, conclude il sindacato, è chiara: costruire un mercato del lavoro più giusto, stabile e inclusivo, capace di mettere davvero al centro le persone. Perché, come recita lo slogan, non si tratta solo di occupazione, ma di vite che contano. Al termine Fabio Tundo è stato riconfermato segretario generale regionale; in segreteria eletti Vincenzo Florestano e Simona Zimmari. Il Consiglio Regionale è formato da 31 componenti.


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