Sono state numerose strutture della specialistica ambulatoriale, tra le quali quelle di laboratorio, che ieri hanno chiuso in Basilicata per la giornata di protesta decisa da Anisap Basilicata, Federbiologi e Federlab in contemporanea con la manifestazione nazionale che le associazioni di categoria più rappresentative hanno organizzato a Roma.
All’ingresso il manifesto “Uno stop di un giorno per non chiudere per sempre” . Una delegazione degli oltre 60 centri, laboratori e poliambulatori lucani, per circa 650 tra dipendenti, professionisti, collaboratori ha partecipato a Roma alla manifestazione nazionale al Teatro Brancaccio dove l’ovazione e la standing ovation della platea ha accolto l’annuncio del Presidente della Regione Lazio che “il ministro Schillaci è disponibile a rinviare il provvedimento sulle tariffe”.
Sulla tempistica non ci sono risposte, “l’importante è che arrivi un rinvio è che quel periodo sia usato bene per poter arrivare a una soluzione che consenta da un lato di proteggere il lavoro degli operatori e dall’altro di dare risposte giuste alle nostre comunità”. Anisap Basilicata, Federbiologi e Federlab attendono intanto una risposta alla lettera inviata al Presidente Bardi, all’Assessore alla Salute Fanelli e al direttore generale del Dipartimento Salute Mancini di un incontro urgente per un utile confronto sul tema al fine di individuare una soluzione condivisa a tutela dell’interesse della Regione Basilicata, dei cittadini e delle strutture sanitarie.
Nella lettera le tre associazioni segnalano che, a seguito della applicazione del decreto, si avranno, inevitabilmente, conseguenze pesantissime a carico delle imprese sanitarie e cittadini lucani, mettendo a forte rischio la qualità dei servizi sanitari. Anche la Giunta Regionale della Basilicata, come hanno già fatto altre – è la posizione unitaria – deve adoperarsi, senza per questo attendere il Ministero.
Sono soprattutto i piccoli laboratori di analisi cliniche come i piccoli poliambulatoriali privati accreditati con il Servizio sanitario regionale, ultimi presidi della sanità sul territorio, a pagare il prezzo più alto del nuovo tariffario del Ssn per esami e visite, che entrerà in vigore il primo aprile. A sottolinearlo è il dr. Francesco Toscani, referente di Federlab Italia Basilicata.
Tagliare ulteriormente le tariffe significa solo costringerci a chiudere o come alternativa far pagare analisi e prestazioni ai pazienti. In questo momento l’unica certezza che abbiamo è quella di spesa per personale, locali, strumenti, reagenti e materiale indispensabile, bollette energetiche, spese tutte aggravate da un tasso di inflazione che continua a salire.





