DOCUMENTO UNITARIO METALMECCANICI, NAPOLI: UNA SVEGLIA PER TUTTI

DOCUMENTO UNITARIO METALMECCANICI, NAPOLI: UNA SVEGLIA PER TUTTI

“Il documento unitario dei metalmeccanici lucani non è l’ennesimo grido di dolore: è una sveglia per tutti. Per la politica, per le istituzioni, per le imprese, per le stesse organizzazioni sindacali. Da Capogruppo di Fratelli d’Italia sento il dovere di non limitarmi a commentare.

Mi assumo - insieme ai Capigruppo di tutte le forze politiche della maggioranza e di concerto con l’Assessore al ramo, Francesco Cupparo, che voglio pubblicamente ringraziare per il lavoro serio che sta portando avanti – la responsabilità di trasformare questa sveglia in una svolta di metodo e di merito nella politica industriale regionale”. Lo dichiara Michele Napoli, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Basilicata.

“La Basilicata è a un bivio, difendere l’esistente o costruire il futuro. Siamo in un passaggio storico – aggiunge l’esponente di Fdi - o la Basilicata continua a rincorrere le emergenze, un tavolo alla volta, una vertenza alla volta, oppure decide di alzare lo sguardo e di dotarsi, finalmente, di una visione industriale ed occupazionale di lungo periodo. Il documento dei metalmeccanici ha il merito di dirlo con chiarezza, non basta più galleggiare. La nostra è una regione energetica, con competenze industriali decisamente sopra la media del Mezzogiorno, ma che rischia di vivere di rendita sul passato. La scelta è se accontentarci di sopravvivere o pretendere di tornare a guidare. Per quanto mi riguarda, la direzione è imboccare con decisione la seconda strada”.

“Non possiamo rassegnarci all’idea di essere solo terra di estrazione e di bonus occasionali. La Basilicata – sottolinea Napoli - deve diventare piattaforma della transizione industriale del Sud: dove l’energia non è solo materia prima, ma fattore di competitività; dove l’automotive non è solo una grande fabbrica, ma una filiera di innovazione; dove la meccanica e l’elettromeccanica non sono coda del sistema, ma parte del motore. Questo non significa processare ciò che è stato fatto finora. Significa, invece, fare un salto di qualità, mettere in fila scelte, strumenti, priorità; collegare in modo stringente le politiche regionali con le opportunità nazionali – ZES Unica, incentivi alla transizione, sostegno alle filiere – e restituire a lavoratori e imprese una cosa che oggi manca: una direzione chiara, riconoscibile, credibile”.

“Il documento dei metalmeccanici – afferma Napoli - non va né idolatrato né liquidato ma va preso sul serio. Contiene spunti importanti, ma soprattutto indica la volontà di discutere di strategia, non solo di ammortizzatori. Per questo, senza sovrappormi alla Giunta e all’Assessorato alle Attività Produttive, con cui agiremo in piena sintonia, ragioneremo su un Patto lucano per l’Industria e il Lavoro, fondato su quattro scelte nette. 1. Energia al servizio della competitività, non solo dei bonus: utilizzo selettivo e trasparente delle risorse legate all’energia e agli idrocarburi per sostenere Comunità Energetiche Industriali nelle aree produttive e abbattere il costo complessivo del fare impresa.

Niente promesse miracolistiche su bollette dimezzate per decreto regionale; sì a un disegno serio che premi chi investe, innova e assume in Basilicata. 2. ZES Unica, incentivi alla transizione, politiche per le filiere. Non parliamo di sigle astratte ma leve concrete. La nostra Regione deve essere in grado di catturare investimenti veri, con vincoli chiari su occupazione, qualità del lavoro, radicamento territoriale. Ogni grande progetto industriale che si insedia in Basilicata deve sapere che qui trova regole chiare, tempi certi e una classe dirigente che non scappa dalle decisioni. 3. Filiera metalmeccanica e automotive per governare la transizione, non subirla. L’automotive lucano non ha bisogno di promesse generiche, ma di certezze su volumi, modelli, tempi e di un lavoro coraggioso sull’indotto.

Difendere il lavoro significa pretendere piani industriali chiari dai grandi player e, allo stesso tempo, aiutare le imprese dell’indotto a riposizionarsi su nuovi prodotti, nuove tecnologie, nuovi mercati. Non difendere ‘il com’era’, ma garantire un futuro industriale credibile. 4. Capitale umano. Dal lavoro precario al lavoro di qualità. La vera frontiera è il livello delle competenze. La sfida si vince se ITS, formazione tecnica, università e imprese lavorano insieme, non per compartimenti stagni. Vogliamo che un giovane lucano che entra in azienda non si senta una comparsa in attesa di un esodo incentivato, ma un professionista dell’industria del futuro, in Basilicata, non per forza altrove”.

“Si tratta, tra l’altro – prosegue il Consigliere regionale - di aspetti sui quali l’Assessore Cupparo sta lavorando da tempo con serietà e determinazione, e che ora intendiamo rafforzare in un quadro ancora più organico.”

“Nei prossimi giorni – annuncia Napoli – avremo modo di definire, in piena leale collaborazione con la Giunta e con l’Assessorato competente, alcuni passi concreti da compiere: l’apertura di un confronto stabile in sede regionale su Energia, Industria e Lavoro, che non sia il solito tavolo di facciata, ma un luogo in cui si misurano impegni, tempi, risultati; la definizione di un primo pacchetto operativo per avviare Comunità Energetiche Industriali pilota, integrate con ZES Unica e strumenti nazionali, nelle aree a più alta concentrazione manifatturiera; una verifica puntuale delle misure già in campo, per superare ciò che non funziona e rafforzare ciò che produce effetti reali, evitando annunci a vuoto. Non aggiungerò una voce al coro delle dichiarazioni di giornata, intendo contribuire a costruire un percorso, con tappe e obiettivi verificabili. È questo che distingue la politica che governa dalla politica che si limita a commentare”.

“La Basilicata – conclude Napoli – è spesso raccontata come una terra fragile, rassegnata, divisa. Io vedo un’altra Basilicata: operosa, capace, orgogliosa, che chiede solo di essere messa nelle condizioni di lavorare, innovare, competere. Il documento dei metalmeccanici ci ricorda che è il tempo di rafforzare quanto sin qui realizzato e di alzare ulteriormente l’ambizione. La nostra Regione ha davanti una sfida dura, ma straordinaria: dimostrare che anche nel Mezzogiorno si può fare politica industriale seria, che coniuga sviluppo, lavoro, coesione sociale e rispetto delle regole. Come Capogruppo di Fratelli d’Italia, mi impegno a usare ogni responsabilità che mi è stata affidata per fare della Basilicata non un problema da gestire, ma un esempio da indicare”.


 

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