CCNL 2022-2024: LA FLC CGIL DICE NO ALLA RASSEGNAZIONE E A UN CONTRATTO CHE RENDE I LAVORATORI PIU’ POVERI

CCNL 2022-2024: LA FLC CGIL DICE NO ALLA RASSEGNAZIONE E A UN CONTRATTO CHE RENDE I LAVORATORI PIU’ POVERI

Unversità: Il nuovo CCNL 2022-2024 prevede un aumento nominale delle retribuzioni che è irrisorio rispetto crollo del potere d'acquisto di questi anni: quanto previsto dal
governo e recepito con soddisfazione dalle organizzazioni sindacali firmatarie è appena la terza parte di quanto sarebbe dovuto.

Lo denuncia la Flc Cgil, che accuusa: "Le Organizzazioni Sindacali (CISL, UIL, SNALS, GILDA, ANIEF) che hanno firmato questo contratto hanno una grave responsabilità, quella di alimentare, con la loro accondiscendenza, un senso di rassegnazione tra i lavoratori, facendo credere che questa perdita salariale sia inevitabile, colpa della pandemia e della crisi, ma NON È COSÌ!!

Questa situazione è frutto di precise scelte politiche che nel nostro Paese hanno sistematicamente teso a privilegiare determinati interessi a danno di lavoratori dipendenti e pensionati, tanto che l’Italia ha il triste primato di essere l’ultimo tra i Paesi OCSE e UE per la difesa del valore reale dei salari. In questo contesto negativo, la situazione del potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori pubblici risulta ancora più penalizzata.

Dopo il blocco della contrattazione del pubblico impiego imposto dal governo Berlusconi, Tremonti, Brunetta, protrattosi per quasi dieci anni, i CCNL 2016-2018 e 2019-21 sono stati rinnovati con importi superiori all’inflazione del triennio di riferimento, recuperando, seppur di poco, il potere d’acquisto delle retribuzioni. Le risorse messe a disposizione del governo per il CCNL 2022-24 sottoscritto il 5 novembre da CISL, UIL, SNALS, GILDA e ANIEF inverte la dinamica degli ultimi due CCNL e acuisce in maniera drammatica il calo del valore reale delle retribuzioni!

Assistiamo a una retorica stucchevole che enfatizza la chiusura rapida del contratto in corso per aprire il successivo. Ebbene, smascheriamo l'inganno. Infatti la realtà dei numeri smentisce l’ottimismo che vorrebbero infondere tra i lavoratori. Infatti ad oggi viene previsto (legge di bilancio 2025 commi 128-130) un incremento nominale delle retribuzioni per il 2025 pari all’1,8%, per il 2026 un ulteriore 1,8% e così pure per il 2027, mentre l’inflazione IPCA prevista negli stessi anni, come da comunicazione annuale dell’ISTAT del 12 giugno 2025, vale 2,0% nel 2025, 1,9 nel 2026 e 2,0% nel 2027. Come si vede, allo stato delle cose, non ci sarà alcun aumento reale delle retribuzioni, anzi, considerando che il valore dell’inflazione IPCA si riferisce al dato depurato dei costi energetici importati, anche per il triennio 2025-27 si potrà verificare una ulteriore diminuzione del potere di acquisto.

L’arrendevolezza delle organizzazioni firmatarie del contratto ha fatto sì che non si sia ottenuto neanche un euro in più nel periodo di apertura del tavolo negoziale con
l’ARAN. Anzi, peggio ancora, il CCNL sottoscritto fa fare un passo indietro anche su quei pochi punti che erano stati concordati durante la trattativa, come la
possibilità di usufruire del buono pasto durante le giornate di lavoro agile, la normativa per il personale delle scuole italiane all’estero e l’orario di lavoro per alcune figure professionali del settore AFAM.

Se questa è la contrattazione che hanno in mente anche per il prossimo triennio, in coerenza - se non avessero timore di dimostrare la loro attuale inutilità- potrebbero
chiedere al governo di erogare da subito annualmente tutti gli incrementi previsti per il CCNL 2025-27.

La Flc Cgil non ha firmato il ccnl del triennio 2022-2024 per non accettare passivamente un contratto che decreta una pesante riduzione del valore reale delle retribuzioni;  per difendere e valorizzare il valore del lavoro nell’istruzione e la ricerca;  per ridare il giusto ruolo alla contrattazione nazionale l’impegno continua per stipendi veri, diritti, equità e lotta contro la precarietà.


 

ADV


Altre previsioni: Weather Rome 30 days