"Riteniamo irricevibile la nota dell'Asp sulla carenza di medici di continuità assistenziale nelle aree interne, scaricando su di loro responsabilità che sono in capo a specifiche scelte politiche e di programmazione". Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa.
"La situazione attuale - dichiara Summa - è dovuta ai cambi dei distretti delle zone dell’area e soprattutto all’assenza di programmazione. La nota dell’Asp è irricevibile nel merito in quanto introduce argomentazioni che sono alla base del rapporto convenzionale dei medici di medicina generale e di guardia medica. Un medico - sottolinea Summa - può esercitare sia la funzione di continuità assistenziale sia di medico di medicina generale, a condizione che il numero degli assistiti sia al di sotto dei 1000 pazienti, tetto che c’è sempre stato e che è stato aumentato per far fronte alla carenza di medici. Quanto sta accadendo - precisa Summa - è quindi frutto di una revisione degli ambiti ottimali di medicina generale che ha portato ad allargare l’ambito, oltre alla già cronica carenza di medici e ai ritardi dell’Asp nel pubblicare per tempo gli avvisi per la nomina dei medici di medicina generale e a individuare le località carenti.
La conseguenza - prosegue - è che i comuni restano privi del medico di base e i cittadini - soprattutto anziani, visto l’elevato spopolamento delle aree interne e l’invecchiamento della popolazione lucana - senza la possibilità di curarsi. Le scelte di una errata programmazione in sanità colpiscono direttamente i cittadini e negano di fatto il diritto alla salute. Se si vuole contrastare lo spopolamento, c’è bisogno di costruire e rafforzare nei fatti la sanità nel territorio. Per queste ragioni riteniamo che vadano adottate scelte normative che garantiscano stessi diritti per tutti sull'intero territorio regionale dove le diseguaglianze si stanno sempre più allargando tra i cittadini, a molti dei quali è negato di fatto il diritto a curarsi. È questa una situazione non più tollerabile. Urgono risposte coerenti con i principi della sanità di prossimità affinché venga garantito il diritto alla cura sancito dalla nostra Costituzione. Se non dovessero arrivare soluzioni immediate, come Spi Cgil attiveremo tutte le azioni di denuncia a disposizione rivolgendoci anche agli organi competenti se necessario, affinché il diritto alla salute nella nostra regione sia garantito a tutti i cittadini allo stesso modo, siano essi residenti a Potenza o a Latronico".



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