"Mentre regna la confusione politico istituzionale, la Basilicata continua ad arretrare. Le grandi vertenze del mondo del lavoro restano irrisolte e si estendono. Dopo Stellantis, SmartPaper e la crisi che raggiungerà presto il settore delle estrazioni petrolifere, adesso anche il salottificio con la crisi Natuzzi".
È la denuncia del segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega. "Non si capisce più chi deve fare cosa: politica, ruoli istituzionali, ruoli sindacali e perfino certa informazione, si confondono alimentando quel sistema lucano di relazioni corte che imprigiona la nostra regione in uno stallo decennale. Non lo dice la Cgil - commenta Mega - ma ce lo raccontano ogni giorno i dati Istat sullo spopolamento e i giovani fuggono, i dati inconfutabili dell’economia regionale della Banca d’Italia e dello Svimez su calo produttivo e povertà. Anche sul sistema dei trasporti e delle infrastrutture regna confusione, fermi come siamo alla politica degli annunci sugli studi di fattibilità, come se fossimo in un clima di perenne campagna elettorale a cui nemmeno le organizzazioni sindacali si sottraggono".
Per Mega "emblema di questo contesto di decadenza morale è la città di Matera. Dopo il passaggio da uno schieramento all'altro di alcuni consiglieri comunali solo per mantenere calda la poltrona, da mesi resta vuoto lo scranno della presidenza del Consiglio, senza alcun rispetto per la città, i cittadini e gli elettori. In tutto ciò viene meno la visione di una città e la progettualità di quella che un tempo ormai lontano era la Capitale europea della cultura, oggi solo preda di un turismo mordi e fuggi. Ma è emblema di questa decadenza morale - prosegue - anche le modalità con cui la Regione Basilicata sta trattando alcune importanti vertenze. Mi riferisco a quanto andato in scena all'ultimo incontro con sindacati, azienda e assessore alle Attività produttive della Regione Basilicata sulla vertenza SmartPaper, dove abbiamo assistito a una gara tra chi urlava di più, pensando di potere ottenere così risposte dall'azienda, in barba a ogni tipo di garbo istituzionale e azione contrattuale. Il risultato è un continuo rinvio di incontri che a nulla stanno portando se non a tensioni tra gli stessi lavoratori e tra i sindacati, la cui unità è sempre più minata da questo già denunciato sistema lucano delle relazioni corte. È il momento che ogni attore coinvolto prenda coscienza di quanto sta accadendo nella nostra regione e si assuma le proprie responsabilità smontando quel sistema di cui siamo tutti vittime e carnefici. Lancio un appello a istituzioni, sindacato e organi di informazione - conclude Mega - a riappropriarsi ognuno del proprio ruolo, seguendo un principio di terzietà e collaborazione affinché la vertenza Basilicata non sia solo uno slogan, ma una piattaforma condivisa da cui ripartire per ridare un futuro a questa regione, in quel dialogo tra lavoratori, imprese, associazioni sindacali e di categoria invocato dall’Arcidiocesi di Matera-Irsina nell’ambito del Giubileo della speranza della Chiesa cattolica. Un invito a riscoprire la natura originale del lavoro umano quale vocazione personale ed esercizio comunitario a servizio del bene comune che noi abbracciamo nella sua totalità, richiamando a quella umanità del lavoro che secondo la Cgil si traduce nel mettere al centro le persone e le loro condizioni di vita".



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