CRISI STELLANTIS E INDOTTO: LA FIM CISL CHIEDE SOLUZIONI CONCRETE

CRISI STELLANTIS E INDOTTO: LA FIM CISL CHIEDE SOLUZIONI CONCRETE

La rappresentanza sindacale della Fim Cisl di Stellantis e dell’indotto, riunita oggi presso la Sala Fim Cisl di San Nicola di Melfi, dopo un ampio e approfondito confronto sulla situazione produttiva e occupazionale, approva il seguente documento finale.

1. La situazione dello stabilimento Stellantis di Melfi

Lo stabilimento vive una fase di transizione delicata: i modelli in uscita garantivano solo volumi minimi, mentre i nuovi modelli – elettrici e ibridi – potranno avere effetti significativi sui livelli produttivi e occupazionali solo a partire dal 2026, quando saranno pienamente inseriti nel mercato. L’incertezza politica ed europea sulla transizione ecologica, senza un piano concreto di accompagnamento per l’industria automobilistica, pesa fortemente sul futuro del sito.

 

2. L’indotto in crisi

Le aziende dell’indotto affrontano una fase ancora più critica: molte non hanno ancora ottenuto le nuove commesse, altre sono in cassa integrazione o rischiano la chiusura. Per tutelare lavoro e occupazione è necessario sostenere la riconversione delle aziende che non produrranno più per Stellantis; in questo percorso la Regione Basilicata, insieme alle imprese, deve individuare soluzioni concrete. Diverse vertenze sono già aperte (PMC, Brose, Snop, Lear, Brose, Mubea, Marelli, Yanfeng e logistiche) e peseranno nei prossimi mesi sulla tenuta occupazionale complessiva.

 

3. Le richieste della Fim Cisl

La rappresentanza sindacale Fim Cisl chiede con forza:

• a Stellantis, di confermare nuovi investimenti produttivi per garantire occupazione e competitività del sito di Melfi, e di investire nei servizi e nelle aree interne dello stabilimento per restituire qualità all’ambiente di lavoro;

• alla Commissione europea, di accompagnare la transizione ecologica con strumenti concreti e risorse dedicate, evitando che gli obiettivi ambientali si traducano in perdita di lavoro e desertificazione industriale;

• al Governo, pur apprezzando la fiducia espressa dal Ministro Urso e l’annuncio di nuovi confronti istituzionali sul Piano Italia e sul settore automotive, ricordiamo che la realtà di Melfi è segnata da calo produttivo e incertezze che pesano su occupazione e indotto. Il 2025 non può trasformarsi in un anno nero, ma deve diventare l’anno delle soluzioni concrete;

• alla Regione Basilicata, di sostenere nuovi investimenti per rafforzare l’occupazione e la competitività dello stabilimento di Melfi e del suo indotto;

• Interventi immediati sul costo dell’energia, che oggi grava in modo insostenibile sulle aziende;

• Incentivi stabili e duraturi per sostenere la domanda di auto e ridare slancio al mercato interno;

• Utilizzo dell’area di crisi complessa e attivazione di strumenti straordinari per attrarre nuove produzioni, garantire la riconversione delle aziende escluse dalle forniture Stellantis e sostenere con adeguata cassa integrazione quelle che hanno bisogno di traghettare questa fase delicata;

• Formazione mirata per lavoratrici e lavoratori, al fine di affrontare i cambi di modelli e le nuove tecnologie della transizione elettrica.

 

4. Un impegno comune

Il tempo delle attese è finito. Senza un intervento deciso, il 2025 rischia di trasformarsi in un anno nero per Stellantis e per l’indotto di Melfi. La Fim Cisl ribadisce la propria volontà di tutelare ogni posto di lavoro e di difendere il ruolo strategico dello stabilimento di Melfi all’interno del futuro industriale del gruppo Stellantis.

 


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