CONGRESSO ADOC: IL BILANCIOD EL PRESIDENTE D'ANDREA

CONGRESSO ADOC: IL BILANCIOD EL PRESIDENTE D'ANDREA

Il presidente dell’ADOC Basilicata Nino D’Andrea al congresso regionale dell’Associazione ha tracciato il bilancio di quattro anni ed ha indicato le priorità per il futuro.  Un periodo profondamente segnato dall’aumento del costo della vita, dalla perdita di potere d’acquisto delle famiglie e dalle difficoltà crescenti nell’accesso ai servizi essenziali.

 Dal congresso del 2022 il gruppo dirigente è rimasto sostanzialmente invariato, mentre nella struttura sono state inserite nuove figure, soprattutto tra i collaboratori. Un percorso che ha accompagnato anche la crescita degli iscritti, con ADOC Basilicata che, in rapporto alla popolazione residente, si colloca ai vertici della presenza associativa nazionale.  Ma per D’Andrea il dato numerico non basta. «Dobbiamo riuscire a trasformare la capacità di risolvere i problemi in una partecipazione più stabile. Troppo spesso il cittadino arriva quando ha bisogno di aiuto e scompare una volta risolta la pratica».  

 Nel frattempo l’Associazione ha consolidato anche la propria posizione giuridica con l’iscrizione al RUNTS nella sezione delle Associazioni di Promozione Sociale, assumendo la denominazione di ADOC Basilicata APS ETS.   D’Andrea ha rivendicato l’autonomia delle Associazioni dei Consumatori, sottolineando la necessità di un rapporto tra istituzioni e mondo associativo fondato sulla collaborazione, ma anche sul reciproco riconoscimento dei ruoli.  «Le Associazioni – ha spiegato – non sono strutture dipendenti dalla Regione. Siamo soggetti autonomi che collaborano con le istituzioni per garantire servizi ai cittadini». 

Su sanità e ticket farmaceutico:  «Il problema non sono i 2,50 euro in sé – ha affermato D’Andrea – ma il rapporto tra i sacrifici richiesti ai cittadini e la qualità dei servizi che ricevono».  Liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà di accesso alle prestazioni rappresentano, secondo l’ADOC, il vero nodo da affrontare. La relazione ha poi acceso i riflettori sull’impatto dell’inflazione.  Tra il 2021 e il 2025, secondo i dati richiamati dall’ADOC, l’indice generale dei prezzi al consumo in Basilicata è aumentato del 17,1%, mentre per i beni alimentari e di uso quotidiano la crescita arriva a circa il 24%. .

Una parte significativa dell’attività dell’ADOC passa anche dal Servizio Civile Universale, che consente di rafforzare il lavoro delle sedi e mantenere una rete territoriale di circa dieci presidi.  D’Andrea ha però indicato la necessità di concentrare maggiormente le risorse nei territori con maggiore bacino potenziale, citando in particolare Policoro, Rionero, Sant’Arcangelo e Lauria.  L’obiettivo è trasformare la rete degli sportelli in una presenza sempre più capillare ed efficace. 

Presente oil segretario generale della Uil Tortorelli, che ha detto: «Sanità, casa, salari, trasporti e welfare sono la misura concreta delle scelte di governo. Non si può continuare a lasciare il peso delle fragilità a Caritas, parrocchie e volontari»  La povertà non può diventare una condizione strutturale della Basilicata e il disagio economico delle famiglie non può essere affrontato soltanto quando arriva alla porta delle parrocchie, della Caritas o delle associazioni.

 Per la Uil occorre convocare un vero Tavolo regionale sulla questione sociale, con sindacati, Comuni, Terzo settore, Caritas, associazioni e rappresentanze delle comunità. Ma con una condizione precisa: non un altro tavolo destinato a produrre dichiarazioni e fotografie istituzionali.  «Serve un confronto dal quale far nascere un Piano regionale di contrasto alla povertà e alle fragilità, con risorse, obiettivi verificabili, tempi e responsabilità precise. Altrimenti rischiamo di continuare a gestire le emergenze senza mai affrontarne le cause».  Il punto politico, per la Uil, riguarda direttamente le scelte della Regione e il modo in cui vengono costruiti bilanci e politiche pubbliche.

«Ogni decisione dovrebbe essere accompagnata da una domanda semplice ma decisiva: chi viene lasciato indietro?». Non mi pare – aggiunge – che ciò sia avvenuto in occasione dell’Assestamento di Bilancio approvato a maggioranza dal Consiglio Regionale insieme alla conferma del ticket di 2,50 euro per le prescrizioni in farmaxia.  Una domanda che, invece, secondo Tortorelli, deve attraversare tutte le principali politiche regionali. «Sanità, ticket, welfare, trasporti, politiche abitative, lavoro, salari, giovani e sostegno alle famiglie non sono capitoli astratti di un bilancio. Sono la vita quotidiana delle persone. E dalle decisioni assunte su questi capitoli dipende la possibilità di una famiglia di curarsi, pagare una casa, spostarsi, lavorare e costruire il proprio futuro». 


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