Oltre duecento impianti agrivoltaici attivi in Europa e più di 15 gigawatt installati delineano una crescita solida, trainata da Francia, Germania e Paesi Bassi. In Italia, il PNRR sostiene oltre settecento progetti per circa due gigawatt, con l'obiettivo di raggiungere 1,04 gigawatt entro giugno 2026.
Dal Forum nazionale sull'agrivoltaico, tenutosi a Roma, è emersa con chiarezza la necessità di regole certe, tempi rapidi e una visione politica capace di guidare la transizione, mettendo al centro il coinvolgimento degli agricoltori e il dialogo tra istituzioni e filiere produttive. Alle Regioni arriva un appello preciso: accelerare gli iter autorizzativi, individuare aree idonee aggiuntive rispetto a quelle nazionali e garantire uno sviluppo omogeneo per evitare approcci frammentati. In questa cornice, Legambiente ha lanciato la nuova campagna "Agrivoltaico: per un'Italia Agricola e Solare", nazionale e territoriale, per promuovere il ruolo di questa tecnologia nell'integrare energia, agricoltura e tutela del suolo.
Secondo Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Basilicata, l'agrivoltaico rappresenta un modello chiave per la transizione energetica nella regione. Installato su meno del 2% della Superficie Agricola Utilizzata, può trasformarsi in una grande opportunità per costruire un sistema capace di tenere insieme produzione di cibo ed energia pulita, coinvolgendo gli agricoltori e rispettando i paesaggi.
Come dichiarato da Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, l'agrivoltaico è uno dei banchi di prova più importanti per la transizione energetica del Paese, e non si tratta di scegliere tra produzione agricola ed energia rinnovabile, ma di costruire un'integrazione virtuosa. Per questo Legambiente ha lanciato la campagna "Agrivoltaico: per un'Italia Agricola e Solare", per favorire un confronto sinergico tra mondo agricolo, imprese delle rinnovabili e istituzioni.
Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente, ha sottolineato che l'agrivoltaico può essere una leva straordinaria per il rilancio del settore primario, a patto che i progetti nascano da una reale integrazione tra competenze agronomiche ed energetiche, rendendo gli agricoltori protagonisti.
Il ruolo delle Regioni è centrale: tocca a loro tradurre gli indirizzi nazionali in scelte concrete, definendo aree idonee e autorizzando progetti con maggiore rapidità, evitando approcci restrittivi o disomogenei. La sfida dell'agrivoltaico è prima di tutto politica. Riguarda il modo in cui il Paese decide di governare la transizione ecologica, tenendo insieme innovazione, tutela del suolo e futuro delle comunità rurali. Le risorse del PNRR sono un passaggio importante, ma non sufficiente: serve una strategia di lungo periodo. Coltivare energia senza smettere di produrre cibo non è più una prospettiva teorica, ma una possibilità concreta. Sta ora alle istituzioni decidere se accompagnarla o lasciarla incompiuta.















