Ci sono tanti modi per celebrare la Giornata internazionale della donna. Il Comune di Potenza ha deciso quest'anno di festeggiare le donne ricordando un evento importantissimo per il nostro Paese: il loro voto. E il primo voto non è quello del 2 giugno, come si pensa.
Perché le donne votarono - e soprattutto si ritrovarono nelle liste elettorali - diversi mesi prima e, precisamente, il 10 marzo del 1946.
A ricordare l'importante data l'assessora alle Pari opportunità del Comune di Potenza, Angela Lavalle che, per l'occasione, ha riunito nel Ridotto del Teatro Stabile amministratrici (anche la giovane sindaca del Comune dei ragazzi, Vittoria Roccanova), studiosi e protagoniste di una stagione intensa, ricca di battaglie, sconfitte ma soprattutto vittorie.
I passaggi storici sono stati delineati dal professore di Storia contemporanea Michele Fasanella che, in primo luogo, ha sfatato un mito: Ippolita Santomassimo non è stata la prima sindaca di Basilicata. Le ricerche parlano chiaro: il primato è di San Chirico Raparo. "In questo comune - spiega Fasanella - si vota il 6 ottobre del 1946 e due donne si presentano e vengono elette. Nel 1948, il consiglio comunale elegge Carmela Campagnoli, che è quindi la prima donna sindaco eletta in Basilicata".
Ma partiamo dal dato storico: il 10 marzo 1946 viene approvato il decreto che permette alle italiane non solo di votare (diritto già acquisito il 1° febbraio 1945), ma anche di essere elette.
E' il decreto "De Gasperi-Togliatti": una rivoluzione. Con un pizzico di amarezza: "Loro hanno messo il nome - ha raccontato una appassionata Anna Maria Riviello, prima consigliera regionale di Basilicata - ma la battaglia l'avevano fatta le donne. Che loro, i dirigenti, mica volevano fare concessioni. Ma le donne dell'Udi e del Cif non si sono fatte intimorire, la resistenza l'abbiamo fatta anche noi".
In Basilicata si vota alle Comunali il 17 marzo. E "le elezioni amministrative del 1946 rappresentano un "apprendistato democratico" perché - precisa Fasanella - senza quel voto non ci sarebbe stata la possibilità di arrivare al 2 giugno. A Potenza si vota domenica 31 marzo 1946. Si presentano 6 liste, 8 donne in tutto. Solo una, Dora Rossi, viene eletta".
E proprio su questa figura, appassionata del bene comune in primo luogo, si è soffermata Antonella Viceconti (presidente Cif Basilicata).
Dora Rossi, genitori di Lauria emigrati a Montevideo, rappresenta "una figura energica, decisa autorevole. Sposa Biagio Grimaldi di Potenza e qui si trasferisce. Il marito nel 1944 viene eletto nel direttivo della Dc e lei, che è molto portata, viene attratta dal mondo della politica.
Organizza per il cognato, il parlamentare Marotta, la campagna elettorale. Porta il Cif in Basilicata arrivando a fine anni Cinquanta a coprire 68 comuni. Così la Dc la spinge a candidarsi. E viene eletta. Resta in consiglio per due legislature, fino al 1956.
Poi non si ricandida perché il suo impegno è multiforme: a Maratea costruisce una colonia che ospita bambini e maestre da tutta la regione.
Durante il terremoto apre la colonia per i terremotati di Muro Lucano che non avevano casa. Fonda scuole e doposcuola soprattutto nelle zone rurali, nel 1948 istituisce tre scuole popolari, crea 29 corsi serali per analfabeti e semi analfabeti, nel 1951 asili nido in 28 comuni per i bambini poveri".
Una storia incredibile che pian piano sembra emergere dai cassetti e che mostra come le donne, anche nell'ombra, hanno contribuito enormemente alla storia di questo Paese spesso ingrato.














