A COSTANTINO DI CARLO LA QUINTA EDIZIONE DEL PREMIO TIBERINO LUCANO

A COSTANTINO DI CARLO LA QUINTA EDIZIONE DEL PREMIO TIBERINO LUCANO

Si è tenuta al Consiglio regionale di Basilicata la quinta edizione del premio “Tiberino lucano”. A ricevere il riconoscimento Costantino Di Carlo, amministratore delegato di Orizzonti Holding.

Quella che era una piccola azienda fondata dal 1936 dal padre, è oggi una importante realtà imprenditoriale. Originario di Vietri di Potenza, Di Carlo ha un lunghissimo curriculum professionale. “Rappresento la storia di un’azienda – ha detto rispondendo alle domande di Nicola Pascale, presidente dell’Accademia Tiberina - ma anche di una famiglia. Un’azienda con una pluralità di persone che vanno avanti sempre con il confronto, in armonia. Ringrazio i nostri genitori, che ci hanno dato la possibilità di sognare”.

La premiazione è stata l’occasione per riflettere e confrontarsi su un tema che si fa sempre più urgente, ovvero lo spopolamento dei nostri piccoli comuni. Una presa d’atto della situazione, certamente, ma anche l’occasione per proporre nuove strade per affrontare un tema che da anni è – a parole – sull’agenda di tutti i governi regionali.

Proprio Di Carlo ha sottolineato come il nostro territorio non sia attrattivo. “La lancetta della demografia si è fermata - ha detto - una regione con tanta ricchezza ma che non siamo capaci di trasformare in valore. La qualità della vita non è data dalle strade o dall’ambiente pulito, ma dalla capacità di dare spazio ai ragazzi, ai nostri giovani. Il vero petrolio della nostra regione sono i nostri ragazzi. E la preoccupazione nasce proprio perché noi siamo un’azienda. Affrontiamo il problema in maniera autorevole, qui non ci sono destra e sinistra”.

Sul tema si sono confrontati anche il vicepresidente dell’Accademia, Gianfranco Blasi, Gerardo Lisco e l’ex assessore regionale Michele Radice.

“La Basilicata è a un bivio storico – ha detto Blasi - lo spopolamento delle aree interne preoccupa molto e se la politica e le istituzioni non si muovono subito, è impossibile immaginare un domani. Servono scelte coraggiose: i residenti in Basilicata sono 529.000 al 31 dicembre 2024. Dal 2011 abbiamo perso il 6,4% della popolazione, il saldo migratorio interno è negativo e i giovani continuano ad andare via. Le proiezioni Istat indicano che potrebbe scendere sotto i 450.000 nel 2050. Ma proviamo a dare elementi di fiducia: se ogni giovane che va via è una perdita definitiva, servono risposte strutturali. Da dove ripartire? Non solo petrolio e automotive. Perché non puntare sull’agricoltura, sulla cultura diffusa, sui servizi”.

Cosa serve per lo sviluppo, secondo Lisco: “Una rivoluzione culturale oltre che economica. Recuperare il senso di comunità. Noi non ci sentiamo più di appartenere a questa comunità. Dalla Basilicata viene estratto anche capitale umano”. E Radice ha sottolineato come a livello nazionale una risposta molto caotica.

Presentato da Anna Santeramo il secondo volume di “Terre Lucane”.

“Una narrazione differente – ha detto - non marginalità ma vitalità, ingegno, laboriosità e carattere. Diciannove contributi per raccontare come i lucani sono stati capaci di realizzare opere di grande audacia, nonostante i limiti. Non sempre la lucanità è una narrazione di rassegnazione”.

Tre targhe sono poi state assegnate a tre soci dell'Accademia: Rocco Carbone, Sergio De Franchi e Gianfranco Blasi.

 


 

ADV


Altre previsioni: Weather Rome 30 days