Cala il sipario sulla edizione numero 127 della Fiera Cavalli Verona. Numeri da record per la celebre rassegna scaligera del mondo equestre che in quattro giorni, dal 6 al 9 novembre 2025, ha richiamato più di 140mila visitatori e operatori, e internazionalità in crescita, con presenze da 79 nazioni, rispetto alle 73 del 2024. E non è mancato un pizzico di Basilicata.
La 127ª Fieracavalli si è chiusa ieri a Veronafiere confermandosi l’appuntamento di riferimento per la filiera equestre internazionale, con 12 padiglioni, 6 aree esterne, 2.200 cavalli di 60 razze, 700 aziende espositrici da 25 Paesi e oltre 200 eventi in programma.
Oltre ai tanti visitatori che si sono sobbarcati un viaggio di quasi mille chilometri per essere presenti all'evento dell'anno del mondo equestre italiano e non solo, lucani presenti anche tra gli allevatori e sui campi di gara. Tra questi, oltre al celeberrimo cavaliere materano di salto ostacoli Emanuele Gaudiano, che ha messo il suo sigillo su alcune delle gare del Jumping Verona, Equisport Matera per quanto riguarda il cavallo iberico e Gaetano Campiglia di Vietri di Potenza con un prodotto del suo allevamento GVC Arabians sul ring dei cavalli arabi, la 18 mesi Sweet Ilaria. Basilicata protagonista, anche se non in gara, anche nel Western Show con la presenza di un lucano nel collegio giudicante del team penning: Emidio Filace.
Tra i fuori programma della rassegna, il simpatico siparietto del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia che, a pochi giorni dal suo mandato ha voluto provare molte delle discipline sportive presenti, dimostrando di saper stare benissimo in sella. Ma una delle più grandi attrazioni della Fiera, per gli appassionati di cavalli, è stata la presenza di Pat Parelli, uno dei più grandi horseman della scena mondiale, presente nel padiglione 10 in uno spazio dedicato, insieme ai suoi istruttori italiani, capitanati da Gigi Pini.
Quasi 80 Paesi rappresentati, ha sottolineato Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere, con la presenza di brand e operatori provenienti anche da mondi diversi da quello equestre, dalla moda all’automotive, dalla tecnologia al lifestyle, a conferma del suo ruolo di piattaforma di marketing e relazioni a 360 gradi. "La diplomazia del cavallo si conferma inoltre un linguaggio universale, capace di unire territori e culture: lo dimostrano la partnership strategica siglata con il Salon du Cheval d’El Jadida e la partecipazione del Marocco come Paese d’onore 2025. Fieracavalli si rafforza così come hub capace di generare valore reale e di proiettare l’eccellenza equestre italiana nel mondo".
Nell’Arena FISE, al padiglione 11, hanno gareggiato per quattro giorni le giovani promesse del vivaio sportivo nazionale; il Fieracavalli Lab, invece, realizzato con Croceri Farm, GBK e Scuderia 1918, è stato il punto d’incontro per il dialogo tra atleti, tecnici e professionisti, offrendo talk e masterclass sul futuro dell’equitazione e sulla centralità del cavallo come atleta e compagno.
Fieracavalli dà appuntamento a Verona dal 5 all’8 novembre 2026, con la 128ª edizione. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, ha annunciato grandi novità per la prossima edizione. "Abbiamo consolidato la collaborazione con FEI e FISE, con il MASAF, che ha riportato in fiera il mondo dell’ippica dopo 25 anni, e con l’Agenzia ICE, che ha selezionato e invitato con noi top buyer dall’estero. Fieracavalli, quindi, ha compiuto un ulteriore salto in avanti e guarda già alla prossima edizione: nel 2026 la rassegna accoglierà nuove discipline in sella che vanno a rafforzare il ruolo di palcoscenico di riferimento per gli sport equestri, con il debutto del progetto “Stefano Ricci Top 10 Dressage” e la tappa finale dell’Italia Polo Challenge, circuito esclusivo di polo con quattro gare a livello nazionale".



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