NOTA DELL’AVV.TO ANGELO MARIO ESPOSITO RE.: FINALE COPPA ITALIA REGIONALE di “PROMOZIONE” FIGC/LND “MAURO TARTAGLIA”

NOTA DELL’AVV.TO ANGELO MARIO ESPOSITO RE.: FINALE COPPA ITALIA REGIONALE di “PROMOZIONE” FIGC/LND “MAURO TARTAGLIA”

Una finale combattuta. Una partita bella, entusiasmate tra due squadre degne di conquistare la Coppa Italia di Promozione "Mauro Tartaglia".  

Vince l'Avigliano ai supplementari per 2 a 1 ma la coppa prende la strada di Melfi in virtù della rete segnata fuori casa (all'andata era finita 1 a 0 per i gialloverdi). Proprio questo particolare  è stato alla base delle polemiche finali. Una interpretazione del regolamento che in qualche modo ha creato un certo  imbarazzo ed anche tante polemiche. Da una parte chi come il presidente del Cr della Figc, Emilio Fittipaldi, chiedeva i calci di rigore per definire  la squadra vincitrice della Coppa "Mauro Tartaglia", dall'altra il regolamento, redatto a suo tempo proprio dal Cr della Figc-Lnd, sul quale si è attenuto la terna arbitrale che ha  sentenziato la conquista del trofeo da parte del Melfi.

Sulla questione, tra le più dibattute di queste ore, è intervenuto, con una nota stampa, anche l'avvocato Angelo Mario Esposito, già in passato candidato alla guida della Cr delle Figc - Lnd.  "Sono le evidenze fattuali del pomeriggio di mercoledì 17 gennaio 2024 a generare d’impulso - ma senza impeto alcuno – talune inevitabili riflessioni ad ampio spettro sullo stato del calcio lucano dopo quanto accaduto al Comunale di Avigliano e che ha rappresentato la stupefacente appendice all’esito della finale di Coppa Italia Regionale di “Promozione” tra i locali ed il Melfi. Già, appendice, perché proprio l’esito, almeno quello sportivo, s’è riusciti a salvarlo e quindi onore ai vincitori ma anche ai vinti che, per una delle più belle leggi non scritte dello sport, potranno presto ricominciare a lavorare e a sudare per guadagnarsi una nuova possibilità.

La circense boutade messa in pratica dal Presidente del Comitato lucano della FIGC, Emilio Fittipaldi, sostanzialmente così descritta da più organi di stampa e dai numerosi astanti con gli inevitabili rimbalzi mediatici urbi et orbi per la forza dei social network, non può che esser figlia della clamorosa deriva che sostanzialmente si è voluta avallare e non evitare già nell’autunno del 2021 in occasione delle elezioni per il rinnovo della carica di Presidente del C.R. Basilicata, opportunità evidentemente mancata un po' da tutti se, ad oggi, per far parlare del calcio lucano dentro e fuori i confini regionali devonsi attendere sì tali - e non altri pregiati – fatti, peraltro non sportivi. Primariamente, tuttavia, non posso che esprimere vicinanza al consigliere della LND Basilicata al cui padre è intitolato proprio il trofeo de quo, e che senza dubbio difficilmente avrà modo di dimenticare la chiusura della serata o magari, a conforto, proverà a ritrovare nella memoria i solidi argomenti su cui egli stesso si spese in fase di campagna elettorale per mantenere lo status e di fatto la governance del nostro calcio regionale poco più che due anni fà.

In uno con ciò, pur cogliendo straordinari – e auspico involontari – meriti dei protagonisti per quanto avvenuto a seguito degli eventi come l’esser riusciti a portare sulla bocca dell’intera Italia sportiva un comportamento da “tapiro” di una nota trasmissione televisiva ma anche l’esser riusciti a far passare clamorosamente in secondo piano proprio l’esito della gara e della competizione, inviterei tutte le parti ed i portatori d’interesse a raffreddare i toni sebbene tanti siano rimasti attoniti e senza parole anche a causa della vibrante ilarità suscitata dalla vicenda. Ad rem, ricordo infatti a me stesso - e condivido – il senso delle parole proprio di un dirigente del Melfi durante i miei incontri precedenti la citata tornata elettorale del novembre 2021 in cui mi fu detto che per dare continuità ad un certo modus operandi si riteneva opportuno orientare la propria scelta nei confronti del Fittipaldi, oggi ampiamente deriso oltre i suoi stessi comportamenti da un comunicato che ha finito per ridicolizzare ancor più lo stato oltremodo precario e boccheggiante in cui versa il nostro calcio regionale: le scuse infatti le meriteremmo tutti e non solo il Melfi. Certo, si può e si deve fare meglio: ciò resta un principio di vita, non di rado mutuato anche dai valori dello sport.

Ma quanto si è manifestato ad Avigliano resta non la causa di quel malcontento che alla resa dei conti si rivelò nel 2021 solo un timido fumo incapace di palesare una necessaria – e non coraggiosa – virata gestionale dalle fattezze di una corposa brace bensì l’effetto proprio di quella mancanza di volontà di fare un passo dovuto alla rinascita di un movimento intero. Nel frattempo, Emilio Fittipaldi che poteva scegliere di restare osservatore ha deciso di scendere materialmente in campo ed ha perso, ha perso malissimo. Altri hanno vinto la coppa, altri ancora vinceranno delle partite, ma saper fare delle scelte vincenti resta una possibilità evidentemente non per tutti".


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