Il Ponte Musmeci: un'opera d'arte che aspetta di essere riportato alla sua bellezza. Una bellezza fatta di cemento ma che è diventata un'opera presente nei libri di architettura e che rappresenta la città capoluogo. Antonio Vigilante, assessore all'Urbanistica della giunta Guarente, è stato ospite al primo dei quattro talk di Potenza brutale al Museo archeologico provinciale.
"Il progetto "Potenza Brutale" - ha detto - è un'intuizione felicissima rispetto a un elemento che la città ha sempre mostrato che mai nessuno aveva mai messo a fuoco. Invece Potenza Brutale è il primo format che rivede la città di Potenza da un nuovo punto di vista, quello degli elementi dell'architettura brutalista che caratterizzano in molti aspetti la nostra città e che, mentre per alcuni sono un esercizio infelice dell'architettura, invece sono un elemento molto caratterizzante, frutto di uno slancio futurista di quella che era all'epoca la visione delle città, l'utilizzo dei nuovi materiali e la realizzazione delle strutture".
E sul Ponte Musmeci ha sottolineato come sia stata "stata una bella sfida, nel senso che porre in essere tutte le procedure burocratiche e amministrative relative al primo restauro del cemento armato, perché di questo stiamo parlando, di un'opera conosciuta a livello internazionale, non è affatto banale.
Ad oggi credo che il 28 settembre scadranno i termini per presentare le offerte per la gara di restauro di questo ponte. Tutto quello che c'è stato prima è stato relativo alla progettazione e all'intercettazione delle risorse necessarie per operare su questa infrastruttura.
Ci si era avviati con la precedente amministrazione, ovvero l'amministrazione che ha preceduto il mio mandato, con l'individuazione di risorse che non erano assolutamente sufficienti, ovvero 3 milioni e mezzo di euro. Noi abbiamo fatto un lavoro molto importante relativo a un concorso di progettazione europeo che ci ha consentito di ottenere il progetto esecutivo su cui sono state svolte le procedure di gara per l'esecuzione dei lavori, e grazie a questo progetto esecutivo siamo riusciti a ottenere i necessari 8,5 milioni per completare l'opera. Un lavoro sicuramente difficile.
Una bella sfida che si è completata bene, nonostante le tempistiche che i cittadini possono percepire come lunghe, ma mi preme sottolineare che si tratta del primo restauro al mondo del cemento armato, quindi una procedura nuova per tutti che aprirà una nuova sfida. Eravamo abituati alle demolizioni e ricostruzioni, ma ci sono opere in cemento armato che meritano l'onore di poter essere restaurate".





















