Benvenuti a Check in pensione, il format di Basilicata Digital Channel dedicato agli anni d'argento. Dopo esserci soffermati sulle dinamiche generali dell'uscita dal mondo del lavoro, entriamo un po' più nello specifico e con nozioni un po' più tecniche. Lo facciamo con un ospite di grande esperienza, Angelo Mecca, che è il direttore del patronato Inca CGIL della Basilicata.
L'intervista scende nel dettaglio dei "numeri" necessari per smettere di lavorare, evidenziando come il sistema attuale sia un mosaico di regole diverse a seconda della carriera del lavoratore.
Il requisito standard è 67 anni di età e 20 anni di contributi. Tuttavia, esistono vie d'uscita per chi non ha raggiunto la soglia dei 20 anni: le Deroghe Amato, per esempio, che consentono la pensione con soli 15 anni di contributi per chi ha posizioni aperte prima del 1992 o carriere molto discontinue.
Pensione a 71 anni: chi non rientra nelle altre categorie può accedere alla pensione a 71 anni con appena 5 anni di contributi. È l'ultima spiaggia per chi ha avuto una vita lavorativa molto breve o frammentata.
Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996, raggiungere i 67 anni e i 20 di contributi potrebbe non bastare. C'è un importo-soglia: l'assegno maturato deve essere almeno pari all'assegno sociale (546 euro mensili). Il rischio è che se la pensione calcolata è inferiore a questa cifra, il lavoratore è obbligato a restare in servizio fino a 71 anni.
A differenza della vecchiaia, qui conta solo la storia contributiva, non l'età anagrafica: Requisiti necessari nel 2026 sono: 42 anni e 10 mesi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi per le donne. Una volta raggiunta la quota, bisogna attendere 3 mesi (finestra mobile) prima di ricevere materialmente il primo assegno.
Dal 2027 i requisiti aumenteranno per l'adeguamento alla speranza di vita, rendendo l'uscita più lontana.
Per chi non ha contributi, esiste l'assegno sociale di 546 euro, ma è una prestazione assistenziale legata a limiti di reddito severissimi: reddito personale massimo: circa 7.100euro; reddito coniugale massimo: circa 14.202 euro.
Solo per gli invalidi civili il passaggio è automatico a 67 anni. Tutti gli altri devono presentare domanda esplicita, pena la perdita del sostegno.
L'intervista lancia un messaggio chiaro: non esiste una regola uguale per tutti. La differenza tra andare in pensione a 67 o 71 anni spesso dipende da pochi mesi di contributi o da un importo mensile che scavalca di poco la soglia dei 546 euro.
Potete recuperare la puntata integrale sui canali social di Basilicata Digital Channel e restare sintonizzati per il prossimo episodio, dove continueremo a dare "risposte semplici a domande complesse".
Check-in Pensione: per un futuro più sereno, dati alla mano.



